Nel sistema della sanità nel Lazio “cambierà tutto”. Lo dice il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, in un’intervista a Controcampo, sul Messaggero tv, ripresa dal quotidiano. “Abbiamo preso 7 anni fa la sanità regionale dall’abisso del commissariamento, per 10 anni abbiamo avuto gli investimenti bloccati, bloccate le assunzioni e un piano draconiano di chiusura di strutture. Ora bisogna fare un altro salto” spiega.
Serve “una nuova sanità di territorio: nel Pnrr abbiamo già programmato e sono finanziate nuove strutture territoriali per cui a Roma ci saranno 60 Case di comunità e altre 56 nella Città metropolitana: ovvero presìdi con ambulatori per prestazioni di prima necessità, dalle analisi agli psicologi. E 10 nuovi ospedali di comunità, più altri 16 nella Città metropolitana” per i malati cronici, alleggerendo gli ospedali da tutta una serie di patologie”. Inoltre, “faremo numerosi hub per la sanità digitale”: durante la pandemia “la stragrande maggioranza dei malati è stata curata a casa”. Va realizzato un sistema “per cui in ospedale ci si va solo se c’è un problema serio e non perché è l’unico riferimento per curarsi”.
Venendo alla gestione della pandemia, l’arrivo del nuovo vaccino Novavax è “annunciato per marzo”. Appena “ci verrà dato, partiremo”. Per quanto riguarda il quadro politico, Zingaretti ricorda che “in Italia abbiamo avuto in 4 anni 3 governi, per tanti motivi, ma anche perché c’è una pessima legge elettorale. Se cambia, è chiaro che cambieranno gli scenari”. Nel 2023 si voterà anche nel Lazio: “Ci sono le primarie. Dopo un decennio che è stato un decennio di riscossa, ora su una scelta così importante costruiamo un campo largo, il più largo possibile, sia nella rappresentanza dei partiti che delle forze sociali”.