(ANSA) – ROMA, 07 APR – “Nel corso del 2021 l’espansione
dell’attività produttiva e il ritorno delle retribuzioni ai
livelli del 2019 hanno generato una crescita del reddito
disponibile delle famiglie consumatrici del 3,8% (+42,5 miliardi
di euro), dopo che nel 2020 si era avuta una contrazione del
2,7% (-30,6 miliardi). Il potere d’acquisto, pur aumentando del
2,1% su base annua, non si è riportato ai livelli pre-crisi. Lo
rende noto l’Istat. L’aumento dei consumi ha ridotto la
propensione al risparmio, che è scesa al 13,1% (dal 15,6% nel
2020).
Nel 2021 le famiglie hanno anche ridato una spinta al mercato
immobiliare. “Gli investimenti in abitazioni delle famiglie
consumatrici hanno mostrato un rilevante incremento (17,1
miliardi di euro, +28,9%) dopo un biennio di contrazione, anche
grazie al sistema di incentivi alle ristrutturazioni”, spiega
l’Istat.
Per quanto riguarda gli investimenti delle società non
finanziarie, “dopo il crollo registrato nel 2020 (-11,2%, -20,5
miliardi di euro), hanno registrato nel corso del 2021 un
incremento del 17% (+27,6 miliardi), portandosi per 7 miliardi
sopra il livello pre-crisi”, e quindi il tasso di investimento è
salito dal 21,3% del 2020 al 22,8%, “il livello più alto dalla
crisi finanziaria del 2008”. L’Istat sottolinea anche che “la
dinamica positiva dell’attività produttiva” ha fatto aumentare i
redditi da lavoro del 10,8%, facendo recuperare “totalmente la
caduta dell’anno precedente”. (ANSA).
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Boom di acquisti case. Investimenti società ai livelli del 2008
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