(ANSA) – COMO, 28 OTT – Il luogotenente Doriano Furceri non
voleva riammettere in servizio il brigadiere Antonio Milia, dopo
la sospensione per motivi psichiatrici. Secondo quanto emerge da
indiscrezioni in ambienti investigativi, sarebbe stata questa la
causa scatenante, il motivo che ha portato il brigadiere ad
avere una discussione con il superiore fino ad ucciderlo.
Milia era stato sospeso in concomitanza con l’arrivo ad Asso di
Furceri, nel febbraio scorso: un provvedimento preso dai vertici
della Compagnia di Como in seguito ad alcuni comportamenti
allarmanti, che avevano fatto emergere una tendenza suicida del
militare, per via, sembra, di una crisi dei rapporti con la
moglie. Gli era stata inoltre tolta la pistola di ordinanza.
Fino alle scorse settimane, quando Milia ha ottenuto il via
libera al reintegro in servizio da parte della commissione
medica di Milano, senza alcuna limitazione. Ma il luogotenente
Forceri non lo riteneva in condizioni tali da poter tornare al
lavoro, per cui l’aveva messo forzatamente in ferie. Da qui,
molto probabilmente, gli attriti e la discussione sfociata in
omicidio ieri pomeriggio. (ANSA).
Cc ucciso non voleva riammettere in servizio il brigadiere
Da qui sarebbero nati la lite e l'omicidio
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