Sudan, evacuata ambasciata Usa

Anche la Francia ha avviato una "operazione di evacuazione rapida", coinvolti nell'operazione anche cittadini europei e di "Paesi partner alleati"

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha confermato l’evacuazione del personale diplomatico americano in Sudan a causa dei combattimenti che si stanno svolgendo nella capitale, Khartoum. “Sono orgoglioso dello straordinario impegno del personale della nostra Ambasciata, che ha svolto i propri compiti con coraggio e professionalità e ha incarnato l’amicizia e il legame dell’America con il popolo del Sudan”, ha detto Biden in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca.

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Le operazioni dell’ambasciata sono state quindi sospese provvisoriamente. “Sospendere le operazioni di una delle nostre sedi diplomatiche è sempre una decisione difficile, ma la sicurezza del nostro personale è la mia prima responsabilità”, ha detto il segretario di Stato, Antony Blinken, denunciando i “gravi e crescenti rischi della sicurezza” posti dal conflitto fra le milizie dell’Rsf e le forze regolari.

Meno di cento persone, fra cui vi sarebbero stati anche alcuni diplomatici di altri Paesi, sono state portate via da Khartoum all’alba di questa mattina, a bordo di tre elicotteri Chinook atterrati nei pressi dell’ambasciata. Più di 100 militari Navy Seals e delle forze speciali dell’esercito sono partiti da Gibuti all’Etiopia e poi per il Sudan, dove sono rimasti sul terreno per meno di un’ora, ha spiegato il generale Douglas Sims in una call con i giornalisti una volta terminata la missione. Ma Biden ha ringraziato, oltre a Gibuti e l’Etiopia anche l’Arabia Saudita, Paesi “di importanza critica per il successo della nostra operazione”. Perché ieri 150 persone sono state evacuate via mare al porto saudita di Gedda.

FRANCIA – Anche la Francia ha avviato una “operazione di evacuazione rapida” dei connazionali e del personale diplomatico in Sudan, ha reso noto oggi il ministro degli Esteri, aggiungendo che sono coinvolti nell’operazione anche cittadini europei e di “Paesi partner alleati”. Le parti coinvolte nel conflitto avrebbero garantito le misure di sicurezza necessarie per lo svolgimento dell’operazione, spiega una fonte citata da Bfmtv.

EVACUAZIONE ITALIANI – La premier Giorgia Meloni sta seguendo l’evoluzione del conflitto in Sudan e, hanno riferito ieri fonti di Palazzo Chigi, ha tenuto una riunione con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone, il generale Francesco Paolo Figliuolo, responsabile del Comando operativo di vertice interforze, i responsabili dell’Unità di crisi della Farnesina e dei Servizi di Sicurezza. Durante la riunione è stata esaminata la situazione sul terreno, in contatto diretto con le unità presenti in Sudan, e predisposto un piano di emergenza per la tutela dei nostri connazionali.

“Il governo segue minuto per minuto” la situazione in Sudan, “siamo pronti a fare tutto quello che serve, tutto quello che deve essere fatto per tutelare la sicurezza e l’incolumità dei nostri concittadini sarà fatto da parte del governo”, ha assicurato il ministro Tajani a Sky Tg24, precisando che sono circa 140 i connazionali che si trovano ancora a Khartoum e che a Gibuti “ci sono pronti gli aerei della 46ma brigata” dell’Aeronautica per riportare gli italiani che si trovano in Sudan. “Dobbiamo mantenere la giusta riservatezza per garantire la sicurezza”, ha detto il ministro, parlando delle operazioni di evacuazione degli italiani.

Quanto al conflitto in corso, Tajani ha fatto sapere: “Siamo in contatto con le due fazioni” in lotta in Sudan da una settimana “per cercare di sostenere la tregua, credo che rafforzeremo questi contatti per spingere ad un cessate il fuoco duraturo”.

COLLASSO RETE INTERNET – Nel Paese c’è un collasso quasi totale della rete Internet. Lo riferisce NetBlochs, Osservatorio di monitoraggio della sicurezza informatica e della governance digitale. “I dati di rete in tempo reale mostrano un collasso quasi totale della connettività Internet in Sudan con la connettività nazionale ora al 2% dei livelli ordinari” viene spiegato.

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