Ucraina-Russia, è guerra di droni. Maxi incendio vicino a confine Crimea – Video

In fiamme nella notte un impianto di stoccaggio di petrolio a Volna, nei pressi del ponte di Kerch. Nuova ondata di attacchi russi su tutte le regioni, anche a Kiev

Un vasto incendio è scoppiato in un impianto di stoccaggio di petrolio a Volna, nel sud della Russia al confine con la Crimea. Lo ha riferito in un post su Telegram il governatore della regione russa di Krasnodar, Veniamin Kondratyev affermando che l’incendio nel porto di Volna “è stato della gravità peggiore”, ma è stato contenuto. Non sono state segnalate vittime, ha aggiunto. L’impianto si trova vicino al ponte di Kerch, oggetto di un attacco delle forze ucraine nell’ottobre 2022. Non è chiaro al momento come il serbatoio si sia incendiato, ma l’incendio si è diffuso su un’area di 1200 metri quadrati e, secondo quanto riferito dai media statali russi, sarebbe stato causato da un drone.

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Intanto questa notte la Russia ha lanciato un’altra ondata di attacchi con droni contro più regioni dell’Ucraina, tra cui la capitale Kiev. Lo riferisce l’aeronautica ucraina, sottolineando che 21 dei 26 droni di fabbricazione iraniana Shahed sono stati lanciati da Mosca sono stati distrutti, senza vittime o danni estesi segnalati ancora. “La capitale dell’Ucraina ha subito un altro attacco aereo da parte del nemico. Il terzo negli ultimi 6 giorni! Questa volta Kiev è stata attaccata esclusivamente da droni. Secondo le informazioni preliminari, hanno utilizzato gli UAV iraniani Shahed”, ha scritto il capo dell’amministrazione militare della capitale Serhii Popko, capo dell’amministrazione militare della città di Kiev

Droni ucraini hanno attaccato l’aeroporto militare di Bryansk, nella regione russa al confine con l’Ucraina. Lo riporta il canale Baza Telegram. Le autorità russe non hanno ancora segnalato questo attacco. “Secondo i dati preliminari – riferisce Baza – l’attacco è avvenuto con 5 UAV. Due di questi sono stati intercettati con armi leggere, altri 2 sono esplosi sul territorio dell’aerodromo. Non ci sono vittime”.

Intanto, secondo quanto rivela il documentario ‘Putin’s Shadow War’ assieme al podcast in lingua inglese ‘Cold Front’, navi della marina russa in grado di eseguire operazioni subacquee erano presenti vicino a dove in seguito si sono verificate le esplosioni sui gasdotti Nord Stream.

La serie delle emittenti danese DR, norvegese NRK, svedese SVT e finlandese Yle ha rivelato il mese scorso che le navi russe sembravano mappare i parchi eolici nel Mare del Nord , anche al largo della costa del Regno Unito. Ora l’ultimo episodio si concentra su quelli che dicono essere movimenti sospetti di navi nel periodo precedente alle esplosioni del Nord Stream.

Secondo quanto riferito, le navi sono state localizzate utilizzando intercettazioni della marina russa. Le esplosioni sottomarine dello scorso settembre hanno messo fuori uso i due gasdotti Nord Stream, costruiti per trasportare il gas dalla Russia all’Europa.

 

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