Uccise la sorella Alice, Alberto Scagni massacrato di botte in carcere

L'uomo, tenuto in ostaggio e torturato ore fin quasi a ucciderlo, è stato salvato grazie all'intervento della Polizia penitenziaria: ricoverato in condizioni gravi

Tenuto in ostaggio, torturato ore fin quasi a ucciderlo. Vittima Alberto Scagni, detenuto nel carcere di Valla Armea a Sanremo per aver ucciso la sorella Alice sotto casa sua a Genova il primo maggio dello scorso anno. L’uomo è stato salvato solo grazie all’intervento dei poliziotti della Polizia penitenziaria, che hanno allontanato i due aggressori, entrambi detenuti marocchini, ed è ora ricoverato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in condizioni gravi.

“Quello che è successo nella notte ad Alberto Scagni è gravissimo. Colpito più volte al volto con degli sgabelli, ha fratture al volto che lo hanno costretto a un intervento di chirurgia maxillofacciale. Non solo. Ha subito un tentativo di strangolamento ed è sotto osservazione per le condizioni del collo”, ha detto all’Adnkronos l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia di Alberto Scagni.

“Tra l’altro è la seconda aggressione da lui subita in pochi giorni – sottolinea l’avvocato – la prima nel carcere di Marassi da dove era stato trasferito poi a Valle Armea, a Sanremo”.

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