Prima alla Scala, standing ovation per Segre. Dopo l’inno un grido isolato: “Viva l’Italia antifascista”

Il 'Don Carlo' di Verdi inaugura la stagione. "No al fascismo" l'altro grido isolato prima dell'inno d'Italia. Segre: "Mi manca Mattarella, è come un fratello". Il basso Pertusi ha un problema di voce ma continua a cantare

Al Teatro alla Scala in scena il ‘Don Carlo’ di Giuseppe Verdi che inaugura la stagione 2023/2024. Un minuto di applausi per Liliana Segre al suo ingresso al palco reale con standing ovation di platea e palchi. Poi è partito l’inno nazionale.

”No al fascismo” il grido isolato prima dell’inno d’Italia e dopo la fine dell’inno un altro grido isolato ”Viva l’Italia antifascista’‘. Queste le frasi che si sono sentite provenire dal loggione.

Sul palco reale in prima fila Liliana Segre e la figlia Federica Belli Paci, con accanto da una parte il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e la compagna Chiara Bazoli, e dall’altra il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e la moglie Laura De Cicco. In seconda fila il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia.

Mi manca Mattarella. Mi invitava sempre nel palco reale durante gli intervalli. Io non ho fratelli né sorelle ma gli voglio bene come a un fratello“, ha detto Liliana Segre, durante il secondo intervallo del ‘Don Carlo’. Il ‘Don Carlo’ “mi piace moltissimo. Sono una habituée della Scala, andavo in loggione e pian piano sono scesa fino alla platea. Gentilmente il sindaco e La Russa mi hanno chiesto di venire nel palco reale”, ha aggiunto Segre.

Negli intervalli si raccolgono le reazioni alle frasi che si sono sentite provenire dal loggione del Piermarini. L’urlo isolato ‘no al fascismo’ che si è sentito al Teatro alla Scala, prima dell’inizio del ‘Don Carlo’ di Giuseppe Verdi “non l’ho sentito”, ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, spegnendo ogni polemica in merito alla voce di protesta che si è udita in sala.

Il ‘Don Carlo’ “è un’opera bellissima ma se uno viene a sbraitare alla Scala o a fischiare agli Ambrogini ha un problema, è nel posto sbagliato, alla Scala si ascolta e non si urla”, ha affermato il ministro e leader della Lega, Matteo Salvini.

“Le polemiche? Quando il potere c’è l’ha la sinistra nessuno contesta, quando ce l’ha la destra…”, ha commentato con i giornalisti Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset. “Il Don Carlo è un’opera bellissima e questa rappresentazione è all’altezza con un cast straordinario”, ha aggiunto Confalonieri.

Il basso Pertussi ha un problema di voce ma continua a cantare

Il basso Michele Pertusi, che recita la parte di Filippo II di Spagna, ruolo del co-protagonista nel ‘Don Carlo’, ha avuto un problema improvviso alla gola con relativo abbassamento della voce, ma “coraggiosamente” continuerà a cantare. Lo ha annunciato dal palcoscenico prima dell’inizio del terzo tempo il sovrintendente della Scala Dominique Meyer. “Vi devo dare questa volta una cattiva notizia”, ha detto Meyer ma nonostante il problema di salute Pertusi ha deciso di proseguire nell’esibizione. “Bravo, bravo”: così il pubblico della Scala ha reagito, tra gli applausi scroscianti, all’indirizzo di Pertusi, protagonista del primo assolo del terzo tempo.

Malore per uno spettatore

Un anziano spettatore ha avuto un leggero malessere mentre stava assistendo alla Prima. Al Teatro sono giunti i soccorritori del 118 che hanno prestato le cure del caso.

Proteste trasversali in piazza

Piazza della Scala si è presentata ‘colorata’ dalle bandiere più diverse, prima della Prima del ‘Don Carlo’. A sventolare quelle della Cub, la confederazione unitaria di base, accanto ai colori della Palestina. In piazza sono scesi anche movimenti per il diritto alla casa e i lavoratori dello spettacolo. “Siamo qui per ricordare ai politici e ai potenti che parteciperanno alla Prima le problematiche di chi lavora, perché non le conoscono”, ha detto il segretario della Cub, Mattia Scolari. “Il governo anziché adottare misure per gli ultimi ha deciso di cancellare il reddito di cittadinanza e di facilitare il ricorso ai contratti a termine”, ha spiegato il sindacalista.

La protesta in particolare riguarda la possibilità, preclusa ai lavoratori pubblici, di richiedere un anticipo del Tfr. I lavoratori dello spettacolo, invece, chiedono un‘indennità di discontinuità, scontenti di come è stata attuata la legge delega che riguarda il settore. “Il decreto attuativo ne ha snaturato i principi. I parametri introdotti trasformano l’indennità in un ennesimo bonus, che non è un sostegno per chi è davvero un lavoratore discontinuo”, ha spiegato Nicoletta Daino, della Slc Cgil Milano e Lombardia.

Fumogeni, bengala e un’immensa bandiera hanno colorato piazza della Scala dei colori della Palestina, a poco più di un’ora dall’inizio della Prima del ‘Don Carlo’. “Fermate il massacro del popolo palestinese” si leggeva sul grande manifesto affisso dagli attivisti. “Giù le mani dai bambini”, “Gaza libera, “Netanyahu assassino” e “intifada fino alla vittoria” gli slogan che hanno accompagnato la manifestazione convocata dal centro sociale ‘Il Cantiere’. “Vogliamo ricordare ai potenti che noi siamo qui non per i capricci dei ricconi che vanno alla Prima, ma per ciò che è importante, cioè manifestare solidarietà ai popoli che lottano contro la guerra”, ha detto un manifestante al megafono, mentre un’enorme bandiera della Palestina veniva issata in piazza della Scala e illuminata dai fuochi dei bengala.

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