“Il tema della discussione del Mes è parlamentare, io sono l’unico che votò contro con dichiarazioni anche forti, ma è un passaggio parlamentare e non governativo. Alla fine di questo percorso la maggioranza deciderà qual è la posizione e necessariamente sarà compatta. Ciò detto, è un tema parlamentare il Mes, fa parte del potere legislativo e non esecutivo, io ho la stessa posizione che avevo 12 anni fa e non me la rimangio, poi per fortuna non voto, non sono parlamentare…“. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Forum Adnkronos, circa la ratifica del Meccanismo europeo di stabilità, confermando che il voto non si terrà giovedì ma sicuramente slitterà “al prossimo anno”.
“Ora abbiamo due passaggi epocali davanti: questo venerdì il Consiglio sul bilancio d’Europa -come deve diventare, se deve trasformarsi e come dovranno contribuire gli Stati- che significa anche pensare se ci sarà un’accelerazione verso gli Stati Uniti d’Europa, quindi non è un dibattito solo tecnico ma molto politico. Poi ci sarà l’Ecofin prosegue Crosetto – dove ci sono diverse anime e impostazioni, sia per quanto riguarda i parametri sia per l’evoluzione del concetto che aveva determinato il Patto di stabilità, perché tutto può fare la politica tranne distruggere gli Stati perché si è posto 10 o 15 anni prima un obiettivo tecnico”.
“In questa discussione all’Ecofin ci sono posizioni come quella che stiamo sostenendo noi”, ovvero “se ci sono delle spese obbligatorie -come quelle per la difesa e per la transizione ecologica- e Stati obbligati a sostenerle, non si può poi tramite quell’obbligo costringere gli Stati a sottrarre spese sulla sanità o sul sociale, quindi o le escludete dal Patto di stabilità oppure condannate quei paesi” che devono onorare gli impegni “a mettersi in crisi dal punto di vista sociale e interno. Questo io l’ho detto anche al ministro dell’Economia tedesco”.
Israele-Gaza
Poi il Medio Oriente con il conflitto tra Israele e Hamas e la situazione nella Striscia di Gaza. “Sia Borrell che Guterres si sono espressi nei giorni scorsi e anche questa mattina. Penso sia necessario che tutta la comunità internazionale in questo momento chieda una pausa, perché ci sono motivi umanitari che dettano l’urgenza e perché come dico sempre le democrazie si devono comportare in modo diverso rispetto ai terroristi“, ha affermato Crosetto.
Ucraina
Sull’Ucraina il ministro della Difesa ha ricordato che “a fine anno scadrà il decreto per l’invio di armi all’Ucraina, la Camera dovrà esprimersi per vedere se nuovamente, per il prossimo anno, vorrà autorizzare il governo. E’ intanto in preparazione l’ottavo pacchetto di aiuti che entro fine anno verrà riproposto al Copasir per poi essere effettivo”.
Servizio di leva
“I tempi che viviamo e che vivremo ci chiederanno sempre di più forze armate professionali, formate, che sappiano che la vita militare non è una scelta facile e mette in conto anche di perdere la vita. Non è una cosa da leva obbligatoria“, ha detto Crosetto, intervenuto al Forum Adnkronos al Palazzo dell’Informazione. “Ripristinare la leva avrebbe poi un costo enorme. Non è stato mai quantificato ma sarebbe di diversi miliardi, e in un bilancio come il nostro dove li trovi?”.
Crosetto ha ricordato invece che quella relativa a un periodo di servizio “su base volontaria è un’ipotesi su cui Camera e Senato stanno lavorando con diverse proposte su cui si potrebbe fare un ragionamento. E su cui innestare un altro ragionamento che va fatto, che è quello della riserva. Paesi come la Svizzera, ad esempio, hanno una riserva di forze armate che hanno fatto un percorso e che si attivano in caso di necessità. Come è successo in Israele di recente. Pensando a una riserva – ha aggiunto – credo che si possa attingere a qualcuno che ha già una predisposizione, la prima riserva potrebbe essere quella di pensare a chi è già formato come le forze di polizia, anche lì su base volontaria. E’ un processo in corso: la Difesa, dopo quello che è successo in Ucraina e in Medio Oriente, evolve”.