Hanno protestato i rappresentanti di diverse associazioni riunite nella rete dei Comitati No stadio, che si oppongono alla costruzione dell’impianto sportivo della As Roma nel territorio dell’ex Sdo a Pietralata. Oggi, per la prima di tre giornate di protesta, i comitati si sono ritrovati davanti all’assessorato all’Ambiente di Roma, in polemica contro il rischio di un taglio di alberi nel corso delle indagini speleologiche necessarie al club calcistico per presentare un progetto definitivo. “Contro la giunta Gualtieri nessuna indulgenza”, hanno scritto su uno striscione bianco a caratteri rossi e neri. “Il sindaco Gualtieri autorizza la distruzione del bosco pubblico, As Roma ringrazia”, è quanto riportava un altro cartello. “Abbiamo protocollato una lettera in assessorato e in cui ribadiamo che gli scavi archeologici stanno avvenendo in assenza del deposito del progetto da parte della As Roma”, ha spiegato Vito Scalisi di Arci Roma.
“Da due anni negano la presenza del bosco, abbiamo provato a intessere un dialogo ieri ma il Comune ha fatto entrare le ruspe nell’area e ha respinto le nostre richieste: volevamo vedere la documentazione autorizzativa sui diritti edificatori e volevamo poter affiancare un agronomo super partes a quelli già previsti – ha aggiunto -. Arci di Roma ha sede in quell’area e la preoccupazione è che a oggi non si sa se il progetto andrà effettivamente avanti, visto che mancano ancora le valutazioni ambientali”. In piazza sono intervenute diverse associazioni che hanno sposato la battaglia contro l’impianto, tra cui Caio Comunità delle autonome iniziative organizzate: “Siamo qui per promuovere la manifestazione di sabato in piazza del Campidoglio – ha spiegato Giuseppe Libutti di Caio -. Ci siamo già stati a dicembre per dire che siamo la cenere che l’amministrazione vuole nascondere sotto il tappeto. Siamo portatori di istanze pubbliche ma questa amministrazione si rifiuta di confrontarsi con i cittadini. Preso atto che l’amministrazione non vuole riceverci, porteremo di nuovo il nostro dissenso in Campidoglio, sperando prima o poi di essere ascoltati”.