La vicenda della dodicenne aggredita da undici coetanei all’uscita della scuola a Castelverde, periferia est di Roma, raccontata dal dorso romano de La Repubblica, fa venire in mente una scena agghiacciante della serie “It: Welcome to Derry” , prequel del celebre romanzo di Stephen King e spinoff di It e It – Capitolo 2.
Il riferimento non è a una delle scene horror, di cui il film abbandona, ma a quella che mostra un ragazzino preso di mira dai bulli, picchiato a pugni e calci da tre di loro, in mezzo alla strada, nella totale indifferenza degli adulti che gli passano accanto.
L’unica a intervenire in difesa del ragazzino è una donna, una forestiera che si è appena trasferita in città. Così in questa vicenda, con le dovute proporzioni, a colpire, più del comportamento sbagliato dei ragazzi – inclusi quelli che filmavano la scena senza intervenire (ma dobbiamo ricordare anche i compagni di classe che, invece, sono corsi in difesa della ragazzina, mettendo in fuga i bulli) – è l’atteggiamento di alcuni genitori.
Secondo quanto raccontato dal Comitato di quartiere di Castelverde a La Repubblica, dopo aver riportato la vicenda sulla loro pagina Facebook, avrebbero ricevuto la richiesta da parte di alcuni genitori dei ragazzi coinvolti di cancellare il post. Dicono dal Comitato: “Ci siamo rifiutati: la soluzione non è nascondere, ma affrontare il problema. In molti casi, la rovina di certi ragazzi è proprio l’atteggiamento degli adulti che minimizzano”. Ecco, senza dimenticare che si parla di minorenni e non di terribili criminali (come a volte alcune cronache eccessive tendono a dipingerli), minimizzare è quanto di peggio gli adulti possano fare per aiutare i ragazzi a comprendere quanto sia sbagliato e ingiusto comportarsi in questo modo. Non solo per la loro coetanea presa di mira, ma anche per se stessi e per i futuri adulti che decideranno di essere.