Un centinaio di ciclisti, pedoni, o più in generale utenti della strada si sono riuniti stamattina a via Cristoforo Colombo, dove è morto Francesco Valdiserri. Il 16 novembre, infatti, è la Giornata mondiale delle vittime della strada. Presenti tante associazioni come Legambiente.
Più zone 30 con controlli, più autovelox o comunque controlli della velocità, riduzione delle corsie per abbassare la velocità, attraversamenti pedonali rialzati, chiusura durante la notte di alcune corsie delle strade più trafficate. Insomma, meno auto per le strade, ma soprattutto pedale meno pesante sull’acceleratore.
I dati d’altronde parlano chiaro. . Secondo l’Istat lo scorso anno sono stati 3.030 i mort1 in incidenti stradali in Italia (-0,3% rispetto all’anno precedente), 233.853 i feriti (+4,1%) e 173.364 gli incidenti stradali (+4,1%). Nei primi sei mesi del 2025, i decessi sono più di 1.300. La riduzione di incidenti e decessi però è troppo lenta. I pedoni morti sono già 356. Il Lazio e la Lombardia con 56 vittime sono in vetta a questa triste classifica fra le regioni. 30 decessi solo a Roma. E ben 199 i ciclisti morti finora.
“ll numero di vittime in bici è sempre paurosamente alto e c’è quindi ancora molto da fare per diffondere una diversa idea di sicurezza, all’insegna di consapevolezza ed educazione”, dice Luigi Menna, Presidente della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Più ciclisti, più sicurezza. Se ci sono più biciclette significa che migliora la sicurezza sulle strade, per tutti gli utenti a cominciare da pedoni e ciclisti.
Intanto aumenta la protesta di associazione o gruppi di quartiere che si dicono contrari a alle zone 30 e alla ciclabili. Nei fatti però a Roma la velocità media delle auto è già sui 20 km/h, o i chilometri di piste dedicate alle biciclette è inferiore alla media europea.