La cucina italiana è stata iscritta nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco durante la 20ma sessione del Comitato intergovernativo dell’Unesco per la salvaguardia del patrimonio immateriale, in corso a Nuova Delhi.
“È un risultato che riempie il Paese di orgoglio. Come Regione Lazio – ha dichiarato il governatore Francesco Rocca – abbiamo sostenuto questo percorso sin dall’inizio, convinti che la nostra tradizione culinaria non sia solo un insieme di ricette, ma un’eredità fatta di cultura, identità, radici”. Rocca ha sottolineato il fatto che la nomina ha “anche un valore economico enorme, custodito e portato avanti ogni giorno da maestranze straordinarie. Nel Lazio questo è tangibile. Ogni provincia, dal reatino al sud pontino, può vantare un’eccellenza gastronomica che racconta la storia delle sue comunità e la qualità dei suoi prodotti. È un mosaico di saperi che merita di essere protetto e promosso. Desidero ringraziare il Governo Meloni, in particolare i ministri Lollobrigida e Giuli per il lavoro svolto su questo dossier. Il loro impegno ha permesso di raggiungere un traguardo che appartiene a tutti e che rafforza il ruolo dell’Italia nel mondo”.
Secondo Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, il riconoscimento “valorizza un vero e proprio elemento identitario del nostro Paese con tutte le sue implicazioni culturali e valoriali: l’accoglienza, la curiosità, la voglia di farsi attraversare da sapere e sapori di tutto il mondo avendo avuto la grande capacità di miscelare centinaia di tradizioni culinarie. Per noi italiani il cibo è prendersi cura di noi stessi e degli altri. Per questo, come amministrazione, in questi anni stiamo promuovendo una politica del cibo attraverso la quale ci sentiamo partecipi di questo riconoscimento”. Si tratta – ha aggiunto Alfonsi – di “politiche che mettono al centro, come ben descritto nel dossier presentato all’Unesco dal giurista Pierluigi Petrillo ‘l’inclusione sociale, la promozione del benessere e l’offerta di un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, al fine di rafforzare i legami’. Così come i temi del contrasto allo spreco e alla povertà alimentare, su cui sta lavorando il Consiglio del Cibo di Roma costituiscono caratteristiche peculiari della cucina italiana, come descrive il rapporto Unesco. Alle tante ricette anti-spreco e nella trasmissione di tradizioni, conoscenze e sapori tipici della nostra cucina si uniscono pratiche che hanno attraversato le generazioni, consentendo un continuo scambio capace di superare le barriere tra le culture”, ha concluso l’assessora.