Tra memoria e qualche polemica, come avviene ogni anno, a Roma si è svolta la commemorazione per il 48esimo anniversario della strage di Acca Larentia, con la deposizione della corona di alloro da parte di Fratelli d’Italia, del Comune di Roma e della Regione Lazio, in tre momenti diversi. Il 7 gennaio del 1978 davanti la sede dell’ex Movimento sociale italiano, nel quartiere Tuscolano, furono uccisi due giovani appartenenti al Fronte della gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, per mano di un gruppo armato di estrema sinistra; mentre il 19enne Stefano Recchioni morì durante gli scontri successivi con le forze dell’ordine. Questa mattina, in ricordo delle vittime, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca ha deposto una corona di fiori davanti la sede dell’ex Msi. Successivamente è stata una delegazione dei giovani di Fratelli d’Italia a ricordare le vittime; mentre la corona del Comune di Roma è arrivata prima delle 8:30 del mattino. Alla cerimonia istituzionale hanno partecipato anche il presidente della commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, il senatore di Fd’I Andrea De Priamo e la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli .”È importante che le istituzioni trovino una sintesi di fronte alla morte senza senso di tre ragazzi avvenuta in quegli anni. Quindi non è un giorno per alimentare divisioni, perché davanti la violenza politica tutti dobbiamo essere uniti”, ha detto il presidente Rocca, a margine della commemorazione. A far discutere è il rischio di apologia del fascismo con la consueta commemorazione non istituzionale che si terrà nel pomeriggio da parte dei militanti di estrema destra che, come ogni anno, al rito del “presente” potrebbero esibire il saluto romano, già annunciato: sotto le targhe di ricordo, infatti, ci sono fiori, rose e un poster che danno appuntamento alle 18 per il “presente” e un mazzo di fiori “Veneto Fronte Skinheads”.
Tra l’altro due striscioni sono comparsi ieri nel tardo pomeriggio nelle vie limitrofe: “Ogni anno sentirete presente” e “Per tutti i camerati caduti”. Interpellato sulle polemiche per il possibile saluto romano da parte dei gruppi neofascisti, il presidente Rocca sottolinea: “Sono qua questa mattina per ricordare questo episodio barbaro per il quale a distanza di così tanti anni ancora non sono stati individuati gli autori e, a mio avviso, non si è mai fatto abbastanza per trovarli. Quello che accade nel pomeriggio sono scelte individuali e se ci sono comportamenti al di fuori della legge la magistratura lo dovrà accertare”, ha sottolineato Rocca. A chi gli chiedeva se ci sono messaggi politici da dare alla luce di tali episodi, il presidente Rocca ha replicato: “Non cado nelle provocazioni, cosa c’è di politico?”, esortando di evitare polemiche, perché “stiamo ricordando dei ragazzi che sono caduti, tre vittime di un periodo terribile della nostra storia moderna”, ha concluso. A chi faceva notare la presenza della croce celtica, il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha ribattuto: “Ma che state dicendo? Ma la croce celtica è simbolo del fascismo? La croce celtica è una croce religiosa cattolica. Documentatevi, per favore. Siete degli analfabeti. Fate piuttosto un’inchiesta su chi ha ucciso questi ragazzi”, ha detto Mollicone a margine della commemorazione.
“I tre ragazzi caduti sono vittime del terrorismo, riconosciute dallo Stato. Si faccia una bella inchiesta giornalistica sul perché il Comune di Roma o le istituzioni non gli abbiano dedicato una strada, come giustamente è stata fatto per tante altre vittime del terrorismo”, ha aggiunto Mollicone, facendo poi “un appello unificante”: il Comune di Roma “riconosca una via a questi tre ragazzi come vittime del terrorismo. Un iter che era stato avviato fino al 2013 ma poi decaduto per cambio amministrazione. Ecco, questo sarebbe unificante”, ha concluso. Anche il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha chiesto di evitare le polemiche: “Non c’è nessuna possibilità di sovrapporre, se non volete farlo voi giornalisti, in maniera surrettizia e scorretta la nostra silenziosa testimonianza di cordoglio, il nostro dolore, con altre manifestazioni di cui rispondono le persone che le fanno”, ha detto. Sulla manifestazione non ufficiale che si terrà alle 18, Rampelli ha ribadito: “Siamo qui da 40 anni, abbiamo scelto di venire di mattina come istituzione per Fratelli d’Italia – da quando Fratelli d’Italia esiste, ma ci siamo stati anche prima quando c’era l’Alleanza Nazionale. Proprio per farlo nella maniera che riteniamo giusta”, ha concluso. Intanto, questa mattina, Gioventù nazionale ha denunciato l’aggressione di quattro militanti che nella notte affiggevano manifesti in città in ricordo della strage di Acca Larentia. Questa notte “un commando comunista proveniente dal quartiere Alberone armato di spranghe, coltelli e altre armi ha teso un agguato a quattro ragazzi di Gioventù nazionale fermi nel parcheggio di un supermercato di via Tuscolana”, ha aggiunto Rampelli in una nota. “L’assalto era premeditato come dimostrano le radio ricetrasmittenti rinvenute dalla polizia, una vera e propria caccia all’uomo organizzata per colpire in massa i ragazzi”, ha sottolineato.