Due giorni per attraversare cinema, musica, parole e contaminazioni artistiche. Il Woody Allen Festival si presenta come un viaggio immersivo nell’immaginario di Woody Allen, autore che ha saputo trasformare nevrosi, romanticismo e ironia in uno stile immediatamente riconoscibile. L’appuntamento è per sabato 10 e domenica 11 gennaio a The Cineclub, a Roma, con un programma che intreccia proiezioni, libri, musica dal vivo, podcast e performance.
Il cinema: una rassegna da decifrare
Il cuore del festival resta il cinema. Durante le due giornate verranno proiettati quattro film di Woody Allen, scelti all’interno di una rosa di dieci titoli che attraversano epoche e fasi diverse della sua filmografia. Da Io e Annie a Manhattan, passando per Zelig, Crimini e misfatti, Match Point e Midnight in Paris, la selezione invita il pubblico a giocare, immaginare, discutere. Quali saranno i quattro film scelti? La risposta è parte dell’esperienza, svelata progressivamente alla community del festival.
Libri, dialoghi e incontri
Accanto allo schermo, spazio alla riflessione critica. Il festival ospita la presentazione di alcuni volumi dedicati all’opera alleniana:
Woody Allen, film, amori e nevrosi di Mario Mucciarelli,
Woody Allen. Un mago a Manhattan di Marc Casellato,
Lonesome Blues di Emanuele Rauco,
Tutto Woody Allen di Piero Spila.
Gli incontri diventano occasioni di dialogo dal vivo, pensate non come lezioni frontali ma come scambi aperti tra autori, ospiti e pubblico.
Musica e performance: il lato jazz
Il lato più performativo del festival prende forma nello show “Tutti dicono I Love Woody”, affidato al Piji 4et, ensemble che rievoca l’amore di Allen per il jazz. Sul palco, chitarre manouche, clarinetto, contrabbasso e voce costruiscono un’atmosfera che dialoga direttamente con il suo cinema.
A questa cornice musicale si affianca una vera e propria maratona di letture dal vivo. Sabato 10 gennaio salgono sul palco, tra gli altri, Pietro De Silva, Stefano Disegni, Tiziana Foschi, Gabriella Germani e Antonio Pisu. Domenica 11 gennaio le letture proseguono con voci come Silvia Siravo, Savino Zaba, Dino Giarrusso e Toni Fornari, ampliando ulteriormente il mosaico di sguardi e interpretazioni.
Cinema, cibo e podcast
Il festival sperimenta anche nuove forme di racconto. Con il pranzo a tema Manhattan prende vita il podcast live Cinema e Cibo – Woody Allen, un incontro informale che unisce gusto e narrazione, con Andrea Di Iorio, Gianandrea Nadiani, Chiara Alonso e Martina Scordino.
Illustrazione e creatività visiva
Non manca lo spazio per le arti visive: un contest per illustratori, aperto fino al 10 gennaio, porterà i finalisti a essere protagonisti durante il festival, aggiungendo un ulteriore livello di interpretazione grafica all’universo alleniano.
Un’esperienza condivisa
Il Woody Allen Festival non si limita a celebrare un autore: punta a costruire una comunità temporanea, fatta di spettatori, lettori, musicisti e performer, chiamati a condividere due giorni di visioni, ascolti e conversazioni. L’ingresso è riservato ai soci con tessera, a sottolineare il carattere partecipativo e curatoriale dell’evento.
Due giorni, un solo filo conduttore: entrare — con ironia, passione e curiosità — nell’universo di Woody Allen.