Al grido di “No alla dittatura” e “Khamenei assassino”, centinaia di persone sono scese in piazza a Roma questa mattina per partecipare alla “Marcia per l’Iran”, manifestazione a sostegno del popolo iraniano promossa dal Partito Radicale. Il corteo è partito da piazzale Ugo La Malfa e ha raggiunto piazzale Ostiense, attraversando il centro della Capitale.
Tra bandiere iraniane pre-rivoluzione con il leone e la spada, cori e slogan per la libertà, i manifestanti hanno chiesto la fine del regime della Repubblica islamica guidata dall’ayatollah Ali Khamenei e il ritorno dello Scià. Una marcia di solidarietà verso la rivolta in corso nel Paese mediorientale, dove da mesi continuano proteste per i diritti civili e politici represse con la forza.
“Diritti umani per tutti e ovunque”, “Iran libero. Donna, vita e libertà” e “Con le sorelle iraniane da sempre x sempre” sono alcuni degli striscioni esposti durante la manifestazione. Numerose anche le immagini dell’ultimo Scià, Reza Pahlavi, accanto all’antica bandiera monarchica iraniana. Tra i simboli della protesta, ha colpito l’immagine di una giovane iraniana senza velo intenta ad accendere una sigaretta sul ritratto di Khamenei in fiamme. In piazza anche bandiere ucraine e israeliane.
Alla marcia hanno aderito diversi esponenti politici, tra cui il leader di Azione Carlo Calenda, i giovani di Forza Italia, il Partito Liberal Democratico e Ora.
“Lo striscione di apertura dice ‘Diritti umani per tutti e ovunque’ perché ci sono tre quarti delle persone nel mondo che vivono senza libertà e senza diritti, nelle mani di chi non intende rinunciare al potere”, ha dichiarato Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale.
Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale, ha ricordato l’impegno costante del movimento dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022: “Siamo stati ogni sabato davanti all’ambasciata iraniana per un anno. Non abbiamo mai interrotto l’attenzione verso questo popolo, mentre la comunità internazionale continua a mostrare timidezza, doppia morale e ipocrisia”.
Dal corteo anche le parole di Carlo Calenda: “Grande partecipazione della comunità iraniana, degli italiani e dei partiti. Chi combatte per la libertà, in qualunque parte del mondo, combatte per la libertà di tutti. Iran libero. Era doveroso esserci e dire: siamo qui con voi, pronti ad aiutare”.