Quando Emily in Paris arriva in Italia e, in particolare a “Solitano”, il borgo della famiglia “Muratori” al pubblico internazionale viene immediatamente restituita un’immagine familiare: un borgo piccolo e immerso in un tempo sospeso, dove la vita sembra scorrere semplice e armoniosa. Il luogo mostrato nella serie non corrisponde a un paese preciso, si tratta di un borgo fittizio, costruito per funzionare come simbolo. Una scelta narrativa consapevole che concentra in pochi scorci elementi dell’immaginario italiano, dall’architettura medievale compatta alla quasi totale assenza di segni della modernità, fino alla rappresentazione di abitanti funzionali alla storia della protagonista.
Sebbene “Solitano” non esista nella realtà, le scene sono state girate a Ostia Antica, un borgo medievale vicino Roma, scelto per il suo aspetto storico e autentico. Il nome “Solitano” si ispira idealmente a Solomeo, un borgo umbro famoso per essere la sede del marchio di cashmere Brunello Cucinelli, da cui la serie prende ispirazione per il villaggio del cashmere.
La realtà dei borghi del Lazio
Quello che la serie presenta come eccezionale è in realtà parte di un tessuto territoriale molto più ampio e straordinario, che racconta la ricchezza culturale e paesaggistica dell’Italia. Nel Lazio esistono borghi che condividono caratteristiche simili a quelle viste sullo schermo, ma che offrono una profondità e una complessità impossibili da condensare in pochi minuti di fiction. Calcata, arroccata su una rupe di tufo, e Civita di Bagnoregio, simbolo fragile e iconico del patrimonio italiano, scenari suggestivi che custodiscono secoli di storia e mostrano come le comunità locali abbiano saputo adattarsi senza perdere la loro identità. Sermoneta rappresenta un centro medievale intatto e stratificato, dove ogni vicolo racconta una storia di continuità e resistenza culturale, mentre Subiaco porta con sé una forte identità storica e spirituale, tra monasteri e tradizioni che si tramandano da generazioni. Nemi, affacciata sul lago omonimo, conserva un fascino sospeso tra mito e quotidianità, dove la bellezza del paesaggio naturale si fonde con le tracce di un passato ancora vivo nella memoria della comunità. A questo elenco si aggiunge Sperlonga, con le sue case bianche aggrappate alla collina e le spiagge che si affacciano sul Tirreno, mostrando quanto la bellezza paesaggistica italiana sia indissolubilmente legata al contesto umano che la abita. Questi borghi non sono semplici scenari da cartolina: sono luoghi reali, abitati, attraversati da dinamiche contemporanee come il turismo, lo spopolamento e, soprattutto, la costante sfida della tutela del patrimonio. Proteggerli significa non solo preservare l’identità di intere comunità, ma anche garantire che il mondo intero possa continuare a stupirsi davanti alla ricchezza storica, artistica e paesaggistica che rende l’Italia un patrimonio unico e senza pari nel panorama mondiale.
Tra immaginazione e realtà
“Solitano” di Emily in Paris funziona quindi come sfondo narrativo diventando un rifugio emotivo e una parentesi fuori dal tempo. Il borgo della serie non esiste, ma la sua credibilità nasce da una realtà molto più complessa e stratificata, fatta di borghi simili che raccontano storie profonde, contraddizioni e trasformazioni che la fiction sceglie di lasciare fuori campo. L’Italia dei borghi reali è viva, sorprendente e merita di essere conosciuta al di là della cartolina che il piccolo schermo propone.