Oggi è meglio conosciuta come Centro Don Orione e Casa per Ferie Giovanni Paolo II. Un grande plesso sulla cime di Monte Mario, incastonato nel verde che ricopre l’area tra lo Stadio Olimpico e la Camilluccia. La struttura ospita molti anziani, con tanto di cappella, campi da calcio su cui hanno giocato generazioni di ragazzi romani, padel e numerosi uffici per la formazione, la psicoterapia, l’assistenza al cittadino e la riabilitazione. Un tempo, però, tale gigantesca struttura era tut’altro.
Quando la Balduina nemmeno esisteva e a Monte Mario c’erano solo pecore, mucche e villini di campagna, i locali del Don Orione ospitavano una colonia. Di quelle moderne. Costruita nel 1934, in soli 75 giorni, su progetto di Enrico Del Debbio, già progettista del Foro Italico, a quota 129 in cima a Monte Mario.
Aveva accesso da via della Camilluccia, ma una strada scendeva direttamente all’allora Foro Mussolini ed un’altra raggiungeva Villa Madama. L’obiettivo era stato dato nel 1933 dall’onorevole Renato Ricci a Del Debbio: progettare una colonia elioterapica, in linea con il potenziamento delle strutture ricreative ed educative del regime. Su indicazione dello stesso architetto, la colonia è situata sulla sommità delle colline di Monte Mario, con l’intento di usufruire a pieno dei raggi solari, in una posizione panoramica da cui domina il Foro Italico e la piana del Tevere.
Siamo in quel periodo, e non solo in Italia, nel momento di massima popolarità delle teorie sul salutismo e sul benessere fisico. Doveva ospitare 7/800 ragazzi Appena arrivati misero a dimora nel paesaggio brullo 100 cipressi e 30 pini marittimi. Con l’occupazione anglo americana i locali furono presi dalla Fondazione Don Orione. Sulla torre del belvedere, nel 1952, fu innalzata la statua della Madonna di Arrigo Minerbi, alta 9 metri, la famosa Madonna d’oro che si vede da tutta Roma.