Roma si conferma il baricentro del real estate alberghiero italiano. Nel 2025 la Capitale catalizza 630 milioni di euro di investimenti, pari a un quarto del totale nazionale, risultando la destinazione più ambita in un mercato che ha superato i 2,5 miliardi complessivi, in crescita del 19% sull’anno precedente. È quanto emerge dall’“Italy Hotel Investment Report 2025” di EY, che fotografa un settore ai massimi dall’inizio del decennio.
Il primato di Roma si inserisce in un contesto di forte concentrazione geografica: insieme a Milano (16%) e Venezia (10%), la Capitale assorbe circa la metà dei volumi complessivi. Ma è Roma a distinguersi per profondità del mercato, pipeline di riqualificazioni e appeal internazionale.
A trainare sono soprattutto gli asset prime e luxury, con investitori orientati a operazioni di conversione e riposizionamento. Nel 2025 le transazioni a profilo value-add rappresentano il 62% del totale nazionale, in aumento rispetto all’anno precedente, segnale di un interesse crescente verso lo sviluppo e la riqualificazione dello stock esistente. Un trend che nella Capitale trova terreno fertile tra immobili storici da trasformare in hotel di fascia alta e strutture da adeguare agli standard ESG.
Determinante anche il ruolo dei capitali esteri: gli investitori cross-border incidono per il 53% dei volumi complessivi in Italia, confermando l’attrattività internazionale del mercato romano, percepito come destinazione core e resiliente. La combinazione tra domanda turistica strutturalmente elevata, posizionamento nel segmento alto di gamma e prospettive di crescita legate ai grandi eventi – inclusi i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina – rafforza la visibilità dell’Italia e, in particolare, della Capitale.
In uno scenario di maggiore prevedibilità finanziaria attesa per il 2026, Roma appare dunque destinata a mantenere un ruolo guida, confermandosi piattaforma privilegiata per strategie di medio-lungo periodo nel settore hospitality.