Istat: nel 2023 oltre una famiglia su quattro è composta solo da anziani

Nel 2023 oltre un quarto delle famiglie italiane è composto solo da over 65. Alta la quota di proprietari di casa e diffusa la presenza di reti familiari e di vicinato a sostegno degli anziani soli

Istat fotografa un’Italia sempre più anziana, che sono anche proprietari di casa. Nel 2023 più di una famiglia su quattro è composta esclusivamente da persone di 65 anni e oltre: quasi 6,9 milioni di nuclei su un totale di 26,5 milioni. Tra questi, 2,7 milioni sono famiglie unipersonali con almeno 75 anni, pari al 10 per cento del totale.

Il rapporto sulla condizione abitativa degli anziani evidenzia come la stabilità abitativa rappresenti una delle caratteristiche principali di questa fascia di popolazione. L’83,6 per cento delle famiglie composte solo da anziani vive infatti in una casa di proprietà. Il dato cresce progressivamente al diminuire del grado di urbanizzazione: si passa dall’80,4 per cento nelle grandi città all’84,6 per cento nei centri più piccoli, fino all’87,3 per cento nei Comuni rurali.

Sul fronte delle dimensioni delle abitazioni, quasi la metà (46,5 per cento) vive in case di metratura medio-piccola, tra 60 e 99 metri quadrati. Le abitazioni più grandi (oltre 150 metri quadrati) sono più diffuse nel Nord-est (15,7 per cento) e nelle Isole (12,6 per cento).

Per quanto riguarda le dotazioni, il 68 per cento utilizza un impianto di riscaldamento autonomo, una quota leggermente inferiore rispetto al resto delle famiglie italiane. L’accessibilità non sembra rappresentare un ostacolo nella maggioranza dei casi: quasi sette famiglie su dieci abitano al piano terra, al primo piano o in edifici dotati di ascensore.

Rilevante anche il tema delle reti di sostegno: il 92,8 per cento degli over 75 che vivono soli dichiara di poter contare sull’aiuto dei parenti, il 69,2 per cento sui vicini e il 58,9 per cento sugli amici. Solo il 3,2 per cento afferma di non avere alcun supporto, una quota inferiore rispetto alle altre famiglie unipersonali (5,3 per cento). Un dato che evidenzia come, nonostante l’aumento della solitudine anagrafica, le reti relazionali restino un presidio fondamentale.

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