Fontana di Trevi a Roma, la Cgil denuncia: “Contratti pirata e lavoro precario nel sistema museale”

Chiesto l’intervento del sindaco Roberto Gualtieri, minacciata la mobilitazione sindacale.

La passerella inaugurata oggi a Fontana di Trevi a Roma.

È scontro sulle condizioni di lavoro alla Fontana di Trevi. La Cgil di Roma e del Lazio denuncia “paghe basse, forme di precarietà e anche contratti di lavoro pirata” per le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel sito simbolo della Capitale, parlando di una situazione che riguarderebbe anche altri addetti del sistema museale civico.

In una nota, il sindacato contesta il mancato rispetto degli impegni previsti dal contratto di servizio di Zètema Progetto Cultura, la municipalizzata che gestisce i servizi culturali per Roma Capitale. “Si tratta di un atto contrario sia al buon senso, sia a quanto previsto dal contratto di servizio di Zètema, che, grazie alla nostra azione, impegna la municipalizzata a garantire occupazione di qualità anche nei suoi appalti”, afferma la Cgil, richiamando anche l’accordo su appalti di servizi e forniture firmato lo scorso novembre.

Nel mirino l’applicazione di contratti diversi dal Ccnl Federculture e il ricorso a rapporti a tempo determinato e a chiamata. “Siamo arrabbiati che per il Comune di Roma tale situazione sia accettabile e che tutto venga considerato a posto nonostante si applichino contratti diversi dal Ccnl Federculture e si ricorra a modalità di lavoro precarie, seppure consentite dalla legge”, prosegue il sindacato, definendo “indecente” il fatto che chi lavora alla Fontana di Trevi debba operare sotto la pioggia con un ombrello, senza adeguate tutele e dotazioni.

La Cgil chiede un intervento diretto del sindaco Roberto Gualtieri e avverte: “Senza una rapida soluzione costruiremo la mobilitazione e useremo qualsiasi strumento dell’azione sindacale affinché siano garantite le norme sulla salute e la sicurezza e condizioni di lavoro normali”. Uno scontro che riaccende il tema della qualità del lavoro negli appalti pubblici, in particolare nei servizi culturali di una città che fa del proprio patrimonio storico-artistico il principale motore economico e identitario.

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