C’è qualcosa di straordinario nel poter scendere dalla metro o aspettare il treno e, nel frattempo, guardare un restauratore al lavoro su una vasca termale romana di duemila anni fa. È quello che accade oggi alla stazione Colosseo della Metro C, dove i restauratori del Parco Archeologico del Colosseo e della cooperativa Archeologia hanno iniziato un intervento di restauro aperto al pubblico su una delle strutture emerse durante gli scavi della linea.
Si tratta di un balneum privato — una piccola terme domestica con vasca a gradini e laconicum, l’ambiente destinato ai bagni di sudore — appartenente a una domus databile tra il II secolo a.C. e il grande incendio del 64 d.C. che devastò Roma sotto Nerone. La struttura era stata rinvenuta durante gli scavi e collocata nel 2024 al piano intermedio della stazione, dove oggi è visibile a chiunque passi di lì.





L’iniziativa, realizzata insieme ad Atac, è pensata per trasformare il cantiere in un momento di divulgazione: i restauratori raccontano il loro lavoro ai passanti, mentre i contenuti vengono diffusi anche online per raggiungere chi non può essere presente. I materiali sono stati organizzati in modo da non ostacolare i flussi dei viaggiatori — e i numeri confermano che di viaggiatori ce ne sono: dal 17 gennaio la stazione Colosseo ha registrato 362.719 accessi ai tornelli, con affluenza sostenuta anche nei fine settimana, a riprova che la stazione è diventata una meta in sé, non solo un nodo di transito.