Referendum giustizia: Gualtieri “riforma demenziale e pericolosa”

Replica Rocca che critica il linguaggio usato dal sindaco e si offre per un confronto pubblico

In vista del referendum del 22 e 23 marzo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha espresso una netta critica alla riforma della giustizia, intervenendo all’iniziativa dei comitati di Roma e del Lazio per il “no”. Gualtieri ha definito la riforma “assurda, totalmente demenziale e molto pericolosa, perché straordinariamente ingannevole”, spiegando che “questa non è la separazione delle carriere, ma è una scomposizione dell’unitarietà della giurisdizione, andando a dividere il Csm in due organismi e rischiando di avere un pubblico ministero che, sul modello americano, che sappiamo essere poco garantista, diventi rappresentante dell’accusa”.

Il sindaco ha invitato “tantissimi elettori del centrodestra” a votare no, sottolineando che “una democrazia fondata sulla separazione dei poteri tutela anche loro, è un tema di libertà. Non si deve mai dare pieni poteri a una maggioranza pro tempore, non va mai fatto”. Gualtieri ha ribadito che “non è un tema di sinistra o destra, ma di tutti gli italiani. Votare no per difendere una Costituzione che difende la libertà”. Ha inoltre criticato l’Alta corte disciplinare, sostenendo che “rischia concretamente di rafforzare l’influenza dei partiti sui provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati”, e ha proposto un dialogo con gli elettori di centrodestra.

Successivamente, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha commentato le dichiarazioni di Gualtieri, dichiarando che quando detto dal sindaco “mi lascia allibito”. E ha poi aggiunto: “A suo dire i valori costituzionali sarebbero violati e la maggioranza, attraverso questa riforma, vorrebbe prendere pieni poteri. Nulla di più falso, basta leggere il testo della riforma”. Rocca ha precisato che “il referendum, peraltro, è un esercizio democratico che garantisce esattamente il contrario” e ha previsto che “tantissime persone di sinistra voteranno convintamente sì”.

Il presidente della Regione ha offerto un confronto pubblico, dicendo: “Se il sindaco vuole sono pronto a confrontarmi pubblicamente su questo tema”. Rocca ha criticato il linguaggio usato da Gualtieri, definendolo “inappropriato e quasi da osteria”, e ha accusato il sindaco di “alimentare una retorica divisiva e di odio, anziché un confronto onesto sulle ragioni del voto”.

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