Case popolari a Roma, si sblocca il nodo sanatorie: 5mila famiglie in attesa di una risposta

Resta però una condizione essenziale: per chiudere la pratica, chi ha accumulato morosità dovrà regolarizzare anche la propria posizione debitori

photo credit: Ater Roma

Per migliaia di famiglie romane che vivono in alloggi popolari senza un contratto regolare, la regolarizzazione della propria posizione è un traguardo che sembrava irraggiungibile. Anni di attesa, pratiche inevase, canoni sanzionatori salatissimi. Ora qualcosa si muove: Ater Roma ha oltre 5mila pratiche di sanatoria in lavorazione e ha scelto di investire per completare il lavoro.

Il problema non è nuovo. Da anni l’azienda fa i conti con una doppia emergenza: la carenza di personale e un arretrato di domande che si è accumulato sanatoria dopo sanatoria. L’ultima, prevista dalla legge regionale del 2020, ha generato da sola circa 7.500 richieste. Troppo per una struttura già sotto organico, con il rischio concreto di lasciare le persone nel limbo — senza contratto, senza canone sostenibile, e spesso con un debito che cresce.

La svolta è arrivata con la nuova gestione commissariale, insediatasi nel 2023. Ater ha selezionato e formato una task force di circa 25 persone, dedicate esclusivamente allo smaltimento delle pratiche arretrate. In un anno hanno esaminato oltre 5mila domande complessive. Un risultato che ha convinto l’azienda a prorogare i loro contratti e a continuare su questa strada.

Resta però una condizione essenziale: per chiudere la pratica, chi ha accumulato morosità dovrà regolarizzare anche la propria posizione debitoria. Ater sta lavorando a formule transattive per venire incontro alle situazioni più difficili — perché l’obiettivo dichiarato non è recuperare crediti a tutti i costi, ma permettere a quante più famiglie possibile di avere finalmente un contratto in regola e un affitto commisurato alle proprie possibilità.

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014