Cinque passeggiate romane per sentirsi lontani senza lasciare il raccordo

C’è una Roma che non ha il rumore continuo del traffico, quella dei parchi e spazi verdi, tutti da scoprire.

C’è una Roma che non ha il rumore continuo del traffico, non ha file davanti ai monumenti e spesso non assomiglia neppure all’idea che abbiamo della città. È una Roma fatta di sentieri, strade antiche, prati aperti e percorsi che cambiano ritmo alle giornate. Non servono weekend organizzati o partenze all’alba. A volte basta scegliere uno dei tanti spazi verdi che la città offre.

La cosa interessante è che molti di questi luoghi oggi si vivono in modo diverso rispetto al passato. Non solo passeggiate ma percorsi già pronti, bici da affittare, soste all’ombra, piccoli rituali che trasformano una mattina qualunque in una sensazione di vacanza.

Caffarella

Nella Caffarella il bello è proprio entrare nel parco e non avere una meta. Si accede da uno degli ingressi principali e si sceglie un percorso semplice, seguendo le indicazioni interne o costruendo un piccolo anello tra prati e resti archeologici. È il luogo ideale per chi ama camminare senza prestazione e senza contare i chilometri.

La Caffarella funziona bene così. Una bottiglia d’acqua, una sosta all’ombra, magari una colazione presa poco prima di entrare e la sensazione di essersi allontanati molto più di quanto dica la mappa.

Appia Antica

Se c’è un posto che riesce davvero a dare l’idea di partire senza uscire dalla città, è l’Appia Antica.

Qui si può camminare ma il modo più bello per viverla è lasciare aperta la possibilità di cambiare programma. Iniziare a piedi e poi scegliere una bici oppure partire direttamente pedalando. Lungo il percorso esistono servizi di noleggio e itinerari già costruiti che permettono di attraversare diversi punti del parco senza dover pianificare troppo.

La cosa sorprendente è che ogni tratto ha un’atmosfera diversa. Ci sono momenti in cui sembra di essere in aperta campagna e altri in cui le rovine ricordano continuamente che si è ancora a Roma. Il consiglio è partire nel tardo pomeriggio e concedersi una pausa lungo il tragitto prima di tornare indietro.

Parco degli Acquedotti

Il Parco degli Acquedotti è uno di quei posti che sorprendono anche chi vive a Roma da anni.

Le grandi arcate attraversano il paesaggio e rendono tutto più ampio. Qui non serve organizzare attività particolari. Il parco funziona bene per una passeggiata lunga ma anche come arrivo di un percorso più grande che parte dall’Appia.

Molti scelgono di raggiungerlo in bicicletta e fermarsi qualche ora. Altri arrivano semplicemente per camminare e aspettare il tramonto. In ogni caso il risultato è quasi sempre lo stesso. Si perde la percezione della città.

Villa Doria Pamphilj

Villa Doria Pamphilj racconta un altro tipo di benessere urbano. Qui non c’è l’effetto sorpresa del paesaggio aperto ma una sensazione di tranquillità. I viali permettono di costruire ogni volta un percorso diverso. C’è chi corre, chi legge, chi si ferma per un caffè e chi arriva solo per stare all’ombra. È uno dei pochi posti in cui una passeggiata può facilmente trasformarsi in una mattina intera senza accorgersene.

La regola migliore è non cercare di vedere tutto. Entrare e lasciare che sia il parco a decidere il ritmo.

Villa Ada

Villa Ada ha un carattere diverso dagli altri luoghi. Meno scenografica, più spontanea. È il posto che ricorda di più una vera fuga urbana.

I sentieri sembrano meno costruiti e proprio per questo invitano a restare più del previsto. Si può camminare, fare una pausa, leggere oppure continuare senza una direzione precisa. Alcuni percorsi si prestano bene anche alla bici e l’atmosfera è quella di un posto che non chiede nulla se non presenza.

A giugno Villa Ada dà il meglio di sé. Quando il sole resta alto fino a tardi e la città sembra rallentare per qualche ora.

Forse il bello di queste passeggiate è accorgersi che anche dentro una città enorme esistono ancora spazi che permettono di respirare con un altro ritmo. E che qualche volta il modo più semplice per staccare non è partire ma restare e guardare Roma come se fosse la prima volta.

 

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