I primi sondaggi descrivono le elezioni per il Campidoglio, previste nella primavera del prossimo anno, una partita apertissima. Il centrosinistra parte con il vantaggio del “modello amministrativo” e dei progetti avviati, ma il verdetto finale dipenderà in gran parte dal nome che il centrodestra deciderà di schierare e dalla capacità del PD di ricompattare l’elettorato progressista, evitando frammentazioni con il Movimento 5 Stelle o tensioni e polemiche interne.
Non giova certo al sindaco uscente Roberto Gualtieri, con quasi il 100 per cento di probabilità di essere nuovamente candidato del Pd, la rottura col fondatore del ‘’Piccolo America’’, Valerio Carocci, promotore di un ricorso contro la riconversione della sala di via del Corso , l’ex cinema Metropolitan, in attività commerciale. In particolare la ‘’Fondazione Piccolo America’’ contesta alla giunta capitolina di cedere a logiche commerciali e ai fondi immobiliari, a scapito della salvaguardia di spazi culturali.
In risposta alla frattura con il sindaco, Carocci ha lanciato la lista civica ‘’La Roma che non c’è’’, che ha già raccolto molte adesioni fra molti giovani ed esponenti del mondo del cinema e dello spettacolo (tra cui Paolo Virzì, Alessandro Borghi e Luca Marinelli) e che alle elezioni comunali del 2027 si opporrà all’attuale maggioranza di centrosinistra per la deludente gestione urbanistica.
E ciò si aggiunge alle accese polemiche sulle correnti, alle tensioni interne sulla gestione della capitale e alle dinamiche interne al partito sul posizionamento e le alleanze. Roma si conferma così il cuore delle correnti nazionali del Partito Democratico. Nelle ultime tornate politiche si sono registrati accesi dibattiti interni nella struttura del Partito Democratico di Roma Città (la federazione romana con Enzo Foschi segretario e Giulia Tempesta Presidente) che ha un radicamento territoriale con 98 circoli, distribuiti nei vari quartieri, che sono i punti di tesseramento e confronto alla base della vita di partito.
Per la riconferma alla guida della Capitale Il PD romano punta molto sulla chiusura delle grandi opere avviate con i fondi del PNRR e del Giubileo. I temi cardine dell’azione politica e dei panel locali (come la Festa dell’Unità) includono la transizione ecologica, il piano rifiuti con la difesa della scelta del termovalorizzatore e la gestione dei trasporti.
Il partito ha lanciato un’iniziativa itinerante, denominata “#stradafacendo dal Campidoglio ai Municipi”, attraverso assemblee pubbliche periodiche in cui il Sindaco Roberto Gualtieri e i consiglieri incontrano i cittadini quartiere per quartiere per raccogliere istanze e presentare i risultati amministrativi e gettare acqua sui rapporti tra i consiglieri comunali e il sindaco Roberto Gualtieri che hanno vissuto momenti di forte frizione.
In particolare più volte una parte del gruppo consiliare dem ha espresso malumore per le modalità di selezione dei dirigenti e per i rimpasti di giunta, giudicati talvolta come “calati dall’alto” e decisi all’interno di cerchie ristrette senza consultare appieno la direzione cittadina del partito.
Anche a livello parlamentare e istituzionale, la discussione sulla concessione di poteri speciali e maggiori risorse a Roma ha generato divisioni. La decisione della segreteria nazionale ed europea di optare per l’astensione durante i primi passaggi del provvedimento alla Camera ha scontentato l’ala più riformista e radicata sul territorio. Esponenti storici del PD romano (come Roberto Morassut) hanno dovuto difendere la scelta parlando di “astensione costruttiva”, ma i malumori interni per non aver sostenuto con forza un testo d’impatto cruciale per il Campidoglio sono rimasti evidenti.
La spaccatura nazionale tra la linea impressa dalla segretaria Elly Schlein e la minoranza riformista si riflette direttamente sulla federazione romana. L’ala sinistra e i movimenti: spingono per un’agenda focalizzata sui diritti civili, l’ambiente e la giustizia sociale, guardando con favore a un’alleanza strutturale con il Movimento 5 Stelle.
Mentre l’ala riformista teme uno sbilanciamento a sinistra e difende scelte industriali e infrastrutturali forti, come la realizzazione del termovalorizzatore di Roma (osteggiato invece dai Cinque Stelle).
Nonostante queste divisioni i sondaggi, politici locali mostrano un centrosinistra in vantaggio o competitivo, anche se le classifiche storiche di gradimento nazionale restano più severe, risentendo dei cronici problemi strutturali di Roma (rifiuti e trasporti), Nell’ultimo storico indice sul gradimento dei sindaci, Gualtieri si è infatti posizionato nella parte bassa della classifica (89° posto su 97 capoluoghi). Il dato ha registrato comunque una crescita del +2% di consensi rispetto all’anno precedente, confermando una lenta inversione di tendenza che non basta però a rassicurare su una nuova stagione alla guida di Roma.