Dal belvedere del Giardino degli Aranci, con Roma distesa ai suoi piedi, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma ha lanciato un messaggio chiaro sul futuro della Capitale, intervenendo alla manifestazione “Piazza Italia – Riscatto Capitale. Le sfide della città reale”, organizzata da Fratelli d’Italia Roma.
“C’è un motivo speciale per cui siamo qui, al Giardino degli Aranci. Da questo luogo lo sguardo abbraccia Roma nella sua interezza. Da qui si vede la sua bellezza, la sua storia, la sua straordinaria capacità di emozionare”, ha esordito Aurigemma, ricordando però che quello sguardo panoramico porta con sé anche una responsabilità: “Non limitarci a contemplare questa città, ma costruirne il futuro”.
Secondo Aurigemma, il titolo scelto per la manifestazione racchiude un significato preciso: “Non è uno slogan. È un impegno. Perché Roma non ha bisogno di essere raccontata per quello che è stata: ha bisogno di essere governata per quello che può tornare a essere”. Una città, ha aggiunto, che “non può vivere di rendita sulla propria storia”, ma che deve diventare moderna, efficiente, sicura, capace di offrire opportunità ai giovani, servizi alle famiglie, sostegno alle imprese e qualità della vita a chi la abita ogni giorno.
Per il presidente del Consiglio regionale, il destino della Capitale è strettamente legato a quello dell’intero Paese: “Roma non è solo il centro politico dell’Italia. È il simbolo dell’identità nazionale. Se Roma cresce, cresce il Paese. Se Roma funziona, l’Italia è più forte”.
Aurigemma ha indicato i temi su cui, a suo avviso, si gioca il riscatto della città: mobilità, decoro urbano, casa, sicurezza, commercio e turismo, criticità che, ha detto, “i cittadini conoscono bene”. Ma il riscatto della Capitale, ha aggiunto, “significa anche valorizzare le energie migliori di questa città: chi lavora, chi investe, chi studia, chi fa impresa, chi ogni giorno contribuisce a rendere Roma una comunità viva”.
Guardando il panorama che dal Giardino degli Aranci arriva fino alla Cupola di San Pietro, ai Fori Imperiali, al Tevere e ai quartieri della città, Aurigemma ha voluto sottolineare un concetto centrale del suo intervento: “Roma non appartiene soltanto al suo passato. Appartiene soprattutto al suo futuro. E quel futuro dipende dalle scelte che abbiamo il coraggio di compiere oggi”.
Chiudendo il suo intervento, il presidente del Consiglio regionale ha lanciato un appito programmatico: “Per troppo tempo si è pensato che bastasse amministrare l’esistente. Oggi serve invece una visione: una città che torni a programmare, a investire, a valorizzare il proprio immenso patrimonio umano, culturale ed economico”.