Un’ovazione lunga diversi minuti, applausi, cori e perfino qualche lacrima hanno accolto Robert De Niro ieri sera nell’arena all’aperto di piazza San Cosimato, cuore della rassegna cinematografica organizzata dalla Fondazione Piccolo America. L’attore statunitense, 82 anni, è arrivato nella Capitale per presentare la versione restaurata di Novecento, il capolavoro di Bernardo Bertolucci di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario.
L’entusiasmo del pubblico ha trasformato l’evento in una vera e propria festa popolare. Al grido di «Robert, Robert», centinaia di persone hanno cercato di avvicinarsi al palco, occupando anche alcuni posti riservati e creando momenti di ressa lungo le vie di fuga, nonostante i richiami degli addetti alla sicurezza.
Sorpreso dall’accoglienza, De Niro ha esordito con una battuta che ha immediatamente conquistato la platea: «Pensavo fosse un incontro intimo, ma sono felice che ci siano così tante persone». Nel film di Bertolucci l’attore interpretava Alfredo Berlinghieri, erede di una famiglia di proprietari terrieri, in uno dei ruoli più significativi della sua carriera.
Nel corso dell’incontro, la leggenda del cinema americano ha rivolto un messaggio ai più giovani, invitandoli a seguire la propria sensibilità e il proprio senso critico. «Credete al vostro istinto e alle vostre sensazioni. Quando vedete qualcosa di giusto o di sbagliato, riflettete sull’impatto che può avere su di voi e sugli altri», ha affermato.
L’evento si è svolto anche sullo sfondo delle recenti tensioni tra la Fondazione Piccolo America e le istituzioni cittadine sul tema della tutela degli spazi culturali. Pur essendo stati invitati, né il sindaco di Roma Roberto Gualtieri né il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca hanno preso parte alla serata. Entrambe le amministrazioni hanno comunque sostenuto economicamente la manifestazione, con contributi complessivi pari a 550 mila euro.
A riportare l’attenzione sul dibattito è stato Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America, che nel suo intervento ha ribadito la necessità di proteggere i luoghi dedicati alla cultura. Con evidente emozione, ha sottolineato come la salvaguardia degli spazi culturali debba restare una priorità per il futuro della città, auspicando un dialogo costruttivo con le istituzioni, pur riconoscendo che permangono divergenze e nodi ancora irrisolti.
La serata si è così conclusa tra cinema, memoria e partecipazione popolare, confermando ancora una volta il forte legame tra Roma e uno degli attori più amati della storia del cinema. Un incontro che, tra entusiasmo e riflessioni sul valore della cultura, ha trasformato piazza San Cosimato in un grande palcoscenico a cielo aperto.