Roma: le politiche per i giovani non guardano al futuro

Il Campidoglio di Gualtieri ha messo in cantiere molte iniziative per le giovani generazioni, ma non ha avviato nessuna programmazione per un ambiente più favorevole sul piano economico e occupazionale 

In Italia e a Roma, la gestione della società attuale e la progettazione del futuro sono caratterizzate da un forte squilibrio strutturale. Per motivi demografici ed economici, lo Stato spende circa quattro volte di più per gestire il presente della popolazione adulta e anziana (previdenza e sanità) rispetto a quanto investe sul futuro dei giovani (istruzione e politiche giovanili).

Il nostro Paese ha una delle popolazioni più vecchie al mondo, con gli over 65 che rappresentano il 24,7% del totale. Di conseguenza, la maggior parte della spesa pubblica corrente viene assorbita dalle tutele per la vita adulta e la terza età: pensioni e spesa sanitaria sono in continua crescita. Mentre le risorse destinate a costruire il futuro delle nuove generazioni sono nettamente inferiori con una spesa complessiva per istruzione e politiche per i giovani che si attesta poco sopra il 4% del PIL,

Per correggere questa asimmetria, l’Italia ha recentemente introdotto una Strategia Nazionale per la Gioventù (2024-2026) guidata dal Dipartimento per le Politiche Giovanili che oltre a una pianificazione triennale dei fondi dovrebbe spingere gli enti locali, come il Campidoglio, a strutturare progetti a lungo termine.

Finora il Comune di Roma ha gestito le emergenze quotidiane della città (traffico, rifiuti, welfare per gli anziani) provando al contempo a seminare per il futuro dei ragazzi progetti comunali legati alla formazione professionale o alla sicurezza della movida notturna (come il Piano Roma Notte).

Il Campidoglio ha anche promosso eventi pubblici, incontri istituzionali e progetti sulla sicurezza e il benessere giovanile. Di recente circa 3.000 giovani si sono riuniti in Piazza del Campidoglio per l’evento “Luci d’Europa”, invitati a dialogare con il sindaco Roberto Gualtieri. Lo scorso giugno nella Sala del Carroccio si è tenuto un incontro per discutere di bullismo, cyberbullismo e fragilità digitali.

 

Non mancano piani di supporto e iniziative istituzionali che non si limitano all’ascolto, ma integrano percorsi formativi per preparare i giovani al mercato del lavoro di domani:

In particolare Roma Capitale propone itinerari didattici incentrati sulle professioni del futuro, concentrandosi su competenze digitali, sostegno all’autoimprenditorialità e sinergia con i settori produttivi locali, come il turismo e l’artigianato. L’obiettivo è trattenere i giovani sul territorio offrendo opportunità stabili e frenando la fuga di competenze..

C’è però il rischio che questi progetti siano solo “interventi estetici” (una pista ciclabile o un parchetto formativo) senza risolvere i problemi strutturali che i giovani erediteranno domani. In effetti se si guarda ai piani strategici a lungo termine finanziati dall’Europa (PNRR e PN Metro Plus) e dal Giubileo, i progetti per le periferie stanno provando a passare dalla logica della “manutenzione” a una logica di trasformazione strutturale. Tuttavia i segni di questo cambio di passo ancora non si vedono.

Sebbene i problemi legati al traffico e alle periferie siano fonte di frustrazione quotidiana, la gestione dei rifiuti rappresenta una vera e propria ‘’bomba ecologica ed economica’’, che rischia di compromettere la sostenibilità finanziaria e la salute della Roma di domani

Non avendo finora impianti di smaltimento di proprietà (il termovalorizzatore evocato dal sindaco Gualtieri, ormai quasi 5 anni fa, è lontano da entrare in funzione) Roma spende cifre astronomiche per trasportare i rifiuti in altre regioni d’Italia o all’estero. Questo costo spropositato si traduce in tasse comunali elevatissime, un vero e proprio “debito occulto” che graverà direttamente sulle tasche dei giovani adulti di domani. Inoltre una città perennemente sporca non attrae investimenti internazionali, startup o turismo di alta fascia. Risolvere l’emergenza rifiuti significa creare un ambiente sano che permetta lo sviluppo economico e occupazionale.

Gli educatori raccomandano ai genitori che è fondamentale saper creare nei giovani l’aspettativa di un futuro che dia una ragione alla loro vita. Ma ciò è quasi impossibile se la politica continua a privilegiare il presente rispetto al futuro. E decisioni in grado di risolvere, appunto, problemi come i rifiuti di Roma, rientrano nella capacità di programmare e di convincere i cittadini sulla necessità di sacrificarsi per le generazioni.

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