Nel regno dei cervi nobili: la Cina nord-occidentale punta sull’ecoturismo

L'allevamento dei cervi si intreccia con le praterie spettacolari dei monti Qilian e con le tradizioni del gruppo etnico Yugur

(260805) -- SUNAN, Aug. 5, 2026 (Xinhua) -- A drone photo taken on Aug. 5, 2026 shows red deer at the Divine Deer Park in Sunan Yugur Autonomous County, northwest China's Gansu Province. During this summer, hundreds of red deer are seen resting and foraging on the grassland at the Divine Deer Park, a deer farm located at the foot of the Qilian Mountains in northwest China. In recent years, local government has leveraged the deer farm, along with the scenic grasslands of the Qilian Mountains and Yugur ethnic customs, to develop an eco-tourism destination that integrates leisure, sightseeing and science education. (Xinhua/Fan Peishen)

Ai piedi dei monti Qilian, nella Cina nord-occidentale, un intero branco di cervi nobili ha trovato casa in quello che viene chiamato, non a caso, il Parco del Cervo Divino. È qui, nella contea autonoma Yugur di Sunan, provincia del Gansu, che un drone ha immortalato lo scorso 5 agosto centinaia di questi esemplari mentre riposavano e cercavano cibo tra le praterie del parco, offrendo un’immagine dall’alto di rara suggestione.

Non si tratta di un avvistamento occasionale: nel corso dell’intera estate, centinaia di cervi nobili sono stati osservati muoversi liberamente in questo angolo di natura, sede di un allevamento che negli anni è diventato molto più di una semplice attività zootecnica.

A rendere ancora più vivo questo scorcio di Gansu è il contatto diretto tra animali e visitatori: sempre il 5 agosto, alcuni turisti sono stati fotografati mentre davano da mangiare ai cervi nobili all’interno del parco, in un momento di incontro ravvicinato che è ormai parte integrante dell’esperienza offerta ai visitatori e che racconta, forse meglio di ogni altra immagine, il legame che il progetto prova a costruire tra uomo e natura.

Il governo locale, infatti, ha scelto di puntare su questo patrimonio naturale per costruire qualcosa di più ambizioso: una vera e propria destinazione di ecoturismo. L’allevamento dei cervi si intreccia così con le praterie spettacolari dei monti Qilian e con le tradizioni del gruppo etnico Yugur, in un progetto che mette insieme attività ricreative, percorsi turistici e divulgazione scientifica.

Il risultato è un modello di sviluppo che prova a tenere insieme tutela ambientale, valorizzazione culturale e opportunità economiche per il territorio — trasformando un allevamento di cervi ai margini dell’altopiano in un piccolo polo di attrazione per chi cerca un turismo diverso, più lento e più vicino alla natura, dove dare da mangiare a un cervo nobile può diventare il ricordo più autentico di un viaggio.

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