L’esplosione del 13 agosto riporta l’attenzione sul grande stabilimento industriale alle porte di Roma. Dalla BPD alla Simmel, fino all’attuale KNDS Ammo Italy: una storia lunga più di cent’anni, strettamente intrecciata con quella di Colleferro e oggi inserita nel rilancio europeo della produzione di munizioni.
La violenta esplosione avvenuta il 13 agosto nello stabilimento di Colleferro ha riportato sotto i riflettori un sito industriale che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della città e che oggi occupa una posizione strategica nell’industria europea della difesa.
Per tutti, nel territorio, resta ancora la Simmel Difesa. Ma oggi la società si chiama KNDS Ammo Italy e fa parte del gruppo franco-tedesco KNDS, uno dei maggiori protagonisti europei nel settore degli armamenti terrestri e delle munizioni.
L’incendio e la successiva deflagrazione di giovedì hanno provocato una forte esplosione, avvertita anche a diversi chilometri di distanza. Una grande colonna di fumo si è sollevata dall’area industriale, facendo scattare un imponente intervento dei Vigili del Fuoco. Fortunatamente non si sono registrate vittime né feriti. I lavoratori presenti sono stati messi in sicurezza, mentre sono iniziati gli accertamenti per stabilire l’origine dell’incendio e le cause della successiva esplosione.
Una fabbrica legata alla nascita di Colleferro
Per comprendere il peso dello stabilimento bisogna tornare indietro di oltre un secolo.
Le sue radici industriali sono legate alla Bombrini Parodi Delfino (BPD), fondata all’inizio del Novecento e specializzata nella produzione di esplosivi e prodotti chimici. Lo sviluppo della fabbrica contribuì in maniera decisiva alla nascita della stessa Colleferro, trasformando progressivamente un’area rurale della Valle del Sacco in uno dei principali poli industriali del Lazio.
Generazioni di famiglie del territorio hanno lavorato negli stabilimenti della zona. Industria, crescita urbana e storia sociale di Colleferro sono così diventate difficilmente separabili.
Nel corso dei decenni le attività hanno attraversato numerosi cambiamenti societari e industriali. Dalla BPD si è arrivati alla Simmel Difesa, nome ancora oggi utilizzato comunemente dagli abitanti della zona.
Simmel entrò nell’orbita Fiat alla fine degli anni Ottanta. Nel 2007 passò al gruppo britannico Chemring e nel 2014 venne acquisita dalla francese Nexter Systems. Con la successiva integrazione tra Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann è nato il gruppo KNDS e la società italiana ha assunto l’attuale denominazione di KNDS Ammo Italy.
Cosa viene prodotto a Colleferro
Il cuore dell’attività è rappresentato dalle munizioni di medio e grosso calibro, destinate ad applicazioni terrestri, navali e alla difesa aerea.
La società possiede competenze che coprono una parte molto ampia della filiera: polveri e cariche propellenti, esplosivi, spolette, componenti metallici e munizionamento completo.
Particolarmente importante è la tradizione nel settore delle munizioni navali, dove l’azienda italiana ha sviluppato nel tempo una forte specializzazione, anche in relazione ai sistemi d’arma navali prodotti dall’industria italiana.
Lo stabilimento di Colleferro rappresenta quindi qualcosa di diverso da una semplice fabbrica di componenti: al suo interno sono concentrate lavorazioni altamente specializzate e particolarmente delicate.
Un sito tornato strategico con la guerra in Ucraina
Negli ultimi anni il peso industriale di Colleferro è aumentato ulteriormente.
La guerra in Ucraina, la riduzione delle scorte militari europee e i programmi dell’Unione europea e dei singoli governi per aumentare la capacità produttiva hanno riportato munizioni, esplosivi e propellenti al centro della politica industriale della difesa europea.
KNDS Ammo Italy si trova così inserita in una filiera considerata strategica non soltanto per l’Italia, ma per l’intero sistema europeo della difesa.
Il gruppo KNDS è oggi uno dei grandi protagonisti del settore continentale, con oltre 11 mila dipendenti, ricavi per miliardi di euro e un portafoglio ordini cresciuto fortemente negli ultimi anni.
In questo scenario Colleferro assume una posizione particolare: una tradizione industriale ultracentenaria incontra una fase nella quale l’Europa sta cercando di aumentare rapidamente la propria autonomia nella produzione di munizioni.
Il precedente del 2007
Quello del 13 agosto non è il primo grave incidente nella storia recente dello stabilimento.
Il precedente più drammatico risale al 9 ottobre 2007, quando un’esplosione all’interno della Simmel Difesa provocò la morte di un lavoratore e il ferimento di altre tredici persone.
Un episodio rimasto nella memoria della città e inevitabilmente riaffiorato dopo il boato di giovedì.
Questa volta il bilancio è stato fortunatamente molto diverso: non risultano vittime o feriti. Ma la natura delle produzioni effettuate all’interno dell’impianto rende particolarmente importante capire esattamente cosa sia accaduto.
Fabbrica e territorio, un rapporto lungo un secolo
La vicenda della ex Simmel presenta infine una caratteristica particolare: difficilmente può essere letta soltanto come una questione industriale.
A Colleferro la produzione di esplosivi, la chimica, l’industria aerospaziale e successivamente quella della difesa hanno accompagnato praticamente tutta la storia moderna della città.
Oggi quella stessa tradizione industriale si trova dentro una trasformazione molto più grande. La crescita della spesa militare europea e la necessità di ricostituire le scorte di munizioni stanno facendo aumentare investimenti e capacità produttive del settore.
L’esplosione del 13 agosto, dunque, riaccende inevitabilmente il tema della sicurezza degli impianti e dei lavoratori, ma porta anche a interrogarsi sul futuro industriale della Valle del Sacco.
Perché dietro il nome Simmel, che a Colleferro tutti continuano a utilizzare, c’è oggi uno dei tasselli italiani di una filiera della difesa che l’Europa considera sempre più strategica.