Bilancio regionale, pioggia di emendamenti: dalle chiese in rovina ai gettonisti in ospedale, ecco cosa chiedono i consiglieri

Tra le proposte più significative, le consigliere dem Emanuela Droghei e Michela Califano puntano a un milione e mezzo di euro per la riqualificazione degli edifici di culto

Il recupero delle chiese in rovina, gli interventi contro il rischio frane, la tutela del Tevere, le piste ciclabili attorno al lago di Bolsena. E ancora: la carenza di medici nei pronto soccorso, l’abuso dei gettonisti negli ospedali, il sostegno ai birrifici locali e alla pesca nei fiumi. Sono solo alcuni dei temi degli emendamenti presentati alla legge regionale sul bilancio di previsione, destinati a tenere banco nella discussione di settembre in commissione e poi in aula.

Come riporta il dorso romano de La Repubblica, sono ben 370 gli emendamenti depositati, il 66% dei quali a firma del Partito democratico. A settembre il dibattito non si limiterà quindi al solo sconto sui canoni per gli occupanti delle case popolari in periferia – provvedimento già contestato da Ncd ma difeso dall’assessore di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera – ma si estenderà a un ventaglio di proposte che spaziano dai giovani alla scuola, dai cammini alla cultura, dal turismo equestre alle ciclabili, ciascuna accompagnata da richieste di finanziamento per milioni di euro. Un carico di proposte che ha già fatto slittare la discussione della norma in commissione, dove alla ripresa dei lavori si dovrà stabilire quali emendamenti approvare prima dell’approdo in aula, dove potranno arrivare ulteriori richieste di modifica.

Tra le proposte più significative, le consigliere dem Emanuela Droghei e Michela Califano puntano a un milione e mezzo di euro per la riqualificazione degli edifici di culto, a 150mila euro per la street art come strumento di rigenerazione urbana e ad altri 100mila euro l’anno, per tre anni, per il ripopolamento ittico di fiumi e laghi.

Claudio Marotta di Avs concentra invece la propria attenzione sui beni culturali, chiedendo fondi per villa Braschi a Tivoli, il ninfeo del Bramante e il giardino della fonte Genucia a Genazzano, oltre al mastio del forte Michelangelo di Civitavecchia, che dovrebbe ospitare il futuro museo del cinema. Non manca l’attenzione alla provincia, con 180mila euro richiesti per l’anfiteatro all’aperto della scuola media Verga di Pontinia. Marotta spinge anche per la riapertura del punto nascite dell’ospedale di Anzio e per 200mila euro destinati al parco di via Vivaldi ad Albano, oltre che per il sostegno ai carnevali storici del territorio.

Sul fronte del dissesto idrogeologico si muovono i dem Enrico Panunzi e Daniele Leodori, con interventi mirati a Tarquinia e sulla caldera del lago di Vico, oltre al ripascimento del litorale nord, alla realizzazione di un ponte sul Tevere a Orte e al completamento della ciclabile del lago di Bolsena. Panunzi chiede da solo tre milioni di euro, per tre anni, a sostegno dei noccioleti della regione.

Capitolo agroalimentare: Droghei e Mario Ciarla richiedono diversi milioni di euro per sostenere il Centro agroalimentare Roma e il Mof di Fondi, oltre a rafforzare la partecipazione azionaria regionale al Car. Marietta Tidei di Italia viva punta invece a un milione e mezzo di euro, per tre anni, per il microcredito a favore delle donne in difficoltà, e a 700mila euro sempre triennali per il sostegno ai servizi di babysitting e caregiver.

In ambito sanitario, Droghei, Ciarla e Leodori chiedono che il Forlanini, destinato a diventare la nuova sede del Bambino Gesù, resti una risorsa pubblica al servizio della sanità regionale. D’Amato insiste per l’abolizione del ricorso ai medici gettonisti, pratica già criticata dalla Corte dei Conti, mentre la dem Eleonora Mattia propone incentivi per i medici di pronto soccorso e l’assegnazione di immobili comunali ai medici di base e ai pediatri nelle zone meno servite.

Tra gli altri emendamenti, quello del renziano Luciano Nobili per un fondo destinato alla prevenzione dell’obesità e delle patologie cardiovascolari, e quelli dei consiglieri M5S Valerio Novelli, Adriano Zuccalà e Vincenzo D’Antò a sostegno dei birrifici locali. Il Movimento 5 Stelle sembra invece aver abbandonato la battaglia contro il termovalorizzatore di Santa Palomba, puntando piuttosto a ottenere che i gestori di impianti simili versino mezzo milione di euro l’anno per iniziative a tutela dei residenti nelle aree limitrofe, tra Roma e Pomezia.

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