Venezia, quando il cinema si indossa: il pubblico esplora i mondi virtuali di “Venice Immersive”

Nell'area di fruizione allestita per l'occasione, i visitatori si sono lasciati avvolgere da mondi digitali costruiti apposta per essere esplorati in prima persona

(260903) -- VENICE, Sept. 3, 2026 (Xinhua) -- Visitors experience the VR project Out of the Ashes at the playing area of the Venice Immersive section of the 83rd Venice International Film Festival in Venice, Italy, Sept. 3, 2026. The Venice Immersive section of the 83rd Venice International Film Festival is dedicated entirely to the immersive arts and media, and includes all forms of creative extended reality (XR) expression: immersive videos, virtual and mixed reality, virtual worlds, XR and immersive installations. (Xinhua/Wang Kaiyan)

Non ci sono più solo poltrone rosse e schermi giganti, alla Mostra del Cinema di Venezia. In un angolo del Lido, tra visori e cuffie, il pubblico dell’83esima edizione della kermesse veneziana sperimenta un modo del tutto diverso di vivere una storia: indossandola. È lo spirito di “Venice Immersive”, la sezione del festival interamente dedicata alle arti e ai media immersivi, che anche quest’anno si conferma uno degli spazi più curiosi e frequentati della manifestazione.

Nell’area di fruizione allestita per l’occasione, i visitatori si sono lasciati avvolgere da mondi digitali costruiti apposta per essere esplorati in prima persona. Tra i progetti proposti nella giornata di ieri, “Nel Blu” ha condotto il pubblico in un’esperienza di realtà virtuale dal forte impatto visivo, mentre “Out of the Ashes” ed “Eyes of Shame” hanno offerto narrazioni immersive capaci di trasformare lo spettatore da semplice osservatore a protagonista attivo del racconto – un ribaltamento di prospettiva che è ormai la cifra distintiva di questa sezione del festival.

“Venice Immersive” raccoglie infatti tutte le declinazioni della realtà estesa (XR): dai video immersivi alla realtà virtuale e mista, fino ai veri e propri mondi virtuali e alle installazioni pensate per essere vissute con il corpo, oltre che con lo sguardo. Una sezione che, edizione dopo edizione, continua a interrogarsi su cosa significhi “fare cinema” quando lo schermo scompare e lo spettatore si ritrova, letteralmente, dentro la storia – confermando Venezia come laboratorio d’avanguardia per i linguaggi narrativi del futuro, oltre che vetrina del grande cinema d’autore.

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