Invasione di vespe orientalis a Roma: picco stagionale, rischi e l’appello per l’eradicazione

A Roma è emergenza per la presenza di milioni di vespe orientalis tra settembre e ottobre. L'abbondanza di cibo e i trasporti merce ne favoriscono la proliferazione nei quartieri, spingendo gli esperti a richiedere misure d'emergenza e maggiore prevenzione.

1 vespa

A Roma è vera e propria emergenza per l’invasione delle vespe orientalis. Tra settembre e ottobre questi enormi insetti raggiungono il picco del loro ciclo vitale: la fase di accoppiamento porta le colonie a raddoppiare rapidamente, spingendole a nidificare ovunque, dalle tapparelle di casa agli sportelli del gas, fino ai monumenti. La situazione è critica, con centinaia di segnalazioni e fino a 500 nidi rimossi ogni giorno.

Oltre a rappresentare un pericolo diretto per i cittadini, questi predatori stanno devastando gli alveari della zona per sfamare le proprie larve con le proteine delle api. Per questo la presidente degli agronomi romani, Paola Muraro, ha lanciato su Repubblica un appello urgente per un piano di eradicazione totale.

A favorire questo boom sono due fattori principali: i trasporti e il degrado urbano. Le regine viaggiano nascoste nei carichi di frutta che arrivano al porto di Civitavecchia, mentre in città trovano un’enorme quantità di nutrimento tra i rifiuti abbandonati e il cibo per animali lasciato per strada.

L’esperto Andrea Lunerti raccomanda la massima cautela ai residenti: al rientro dalle vacanze è bene alzare le tapparelle sempre a finestre chiuse ed evitare assolutamente interventi fai-da-te per rimuovere i nidi. Sul fronte della prevenzione, la ricetta per arginare il problema prevede la protezione della frutta in transito con apposite retine, una gestione più rigorosa dei rifiuti e sanzioni per chi abbandona cibo al suolo.

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