Roma, metal detector all’Amaldi: 4 giorni di minacce anonime sulla pagina Instagram del liceo

Un messaggio parlava di una sparatoria con 89 morti. La polizia postale indaga, lo studente non è ancora stato identificato

Quattro giorni di messaggi minacciosi, poi l’allarme che ha portato per la prima volta in una scuola della Capitale gli agenti con il metal detector. È accaduto al liceo scientifico Amaldi di Tor Bella Monaca, dove sulla pagina Instagram Spotted dell’istituto un anonimo aveva scritto che giovedì ci sarebbe stata una sparatoria con 89 morti. Come riporta il dorso locale de La Repubblica, il testo conteneva parole, come “terrorismo”, capaci di far scattare l’alert sui monitor della polizia postale, che ha avviato le indagini e individuato subito la scuola. Nella tarda serata di mercoledì è arrivata anche la segnalazione di un alunno spaventato dai messaggi.

Al suono della prima campanella gli agenti del distretto Casilino, diretti da Carmine Massarelli, si sono presentati davanti all’istituto, in via Parasacchi, con metal detector portatili, controllando studenti e docenti. Nessuna arma negli zaini. La misura, decisa dal questore Roberto Massucci, era stata condivisa la scorsa settimana in prefettura con il prefetto Lamberto Giannini, i vertici di carabinieri e guardia di finanza e l’Ufficio scolastico regionale. Nel frattempo, la pagina Spotted dell’Amaldi ha annunciato l’interruzione definitiva delle attività, parlando di pubblicazione avvenuta per errore.

Il clima è quello creato dal caso della scuola media Verga di Centocelle, a nove chilometri di distanza. Il 18 settembre un tredicenne ha colpito con due coltelli da sub la professoressa di italiano e storia Isabella Marsilio, 66 anni, che gli aveva dato due insufficienze. Secondo le indagini, l’adolescente frequentava gruppi social intrisi di odio e contenuti violenti, e i ragazzi autori di aggressioni a scuola condividerebbero la passione per i videogiochi “sparatutto”.

Le misure rientrano nella direttiva firmata a gennaio dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione, ricordata dalla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Anna Paola Sabatini. Contrari gli studenti: Simone Montori, della Rete degli Studenti medi del Lazio, chiede strumenti che garantiscano sicurezza “senza trasformare gli istituti in luoghi di controllo e paura”. La preside Valeria Sentili assicura che non si tratta di un’azione repressiva e annuncia incontri di formazione con le forze dell’ordine su bullismo e cyberbullismo.

Intanto la vita delle Spotted continua. All’Amaldi ne esistono diverse, e su di esse, grazie a servizi come Ngl che permettono di inviare messaggi anonimi, circolano soprattutto cotte, confessioni e pettegolezzi. Le pagine si sono fermate durante l’orario scolastico e sono ripartite pochi minuti dopo l’ultima campanella. Ma lo stesso anonimato che rende facile dire «sei bellissimo» rende anche più facile oltrepassare il limite.

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014