“Molte vite in una sola”, al Senato la storia di Rosa Alfaro Guevara

Una vita tra Perù, integrazione e Alzheimer

Dal Perù all’Italia, passando per il lavoro, il volontariato e una difficile esperienza familiare segnata dall’Alzheimer. È il percorso raccontato da Rosa Alfaro Guevara in “Molte vite in una sola”, autobiografia di 130 pagine pubblicata da Accademia Edizioni ed Eventi e presentata a Roma, al Senato.

L’incontro è stato promosso dal senatore Maurizio Gasparri e moderato da Alessandra Canale della Rai, con la partecipazione dell’attore Vincenzo Bocciarelli, che ha letto alcuni passi del volume.

Il titolo sintetizza le molte dimensioni che hanno attraversato la vita dell’autrice: donna, moglie, lavoratrice e volontaria, divisa tra il legame con il Paese d’origine e la costruzione di una nuova vita in Italia.

Il racconto parte infatti dal Perù, dove Rosa Alfaro Guevara si forma e matura esperienze nelle istituzioni pubbliche e nel sociale, per arrivare al trasferimento in Italia. Una scelta che significa ricominciare: imparare una nuova lingua, trovare un lavoro e costruire progressivamente una rete di relazioni e un nuovo senso di appartenenza.

In Italia consegue la qualifica di operatrice sociosanitaria e affianca all’attività professionale l’impegno nel volontariato attraverso Provida ETS. Ma è soprattutto la dimensione familiare a rappresentare uno dei passaggi più intensi del libro.

Una parte importante dell’autobiografia è infatti dedicata all’Alzheimer del marito e all’esperienza di chi si trova ad assistere quotidianamente una persona cara. Una testimonianza che affronta non soltanto la malattia, ma anche il peso emotivo e materiale che ricade sui familiari e sui caregiver, chiamati a ridefinire tempi, equilibri e relazioni.

«È una storia che merita di essere conosciuta, di essere raccontata», ha sottolineato Gasparri durante la presentazione, soffermandosi sul percorso di integrazione dell’autrice, sull’impegno nella solidarietà e sulla difficile esperienza vissuta accanto al marito.

A dare voce alla parte più intima del volume sono state anche le letture di Vincenzo Bocciarelli, che hanno accompagnato il pubblico attraverso alcuni dei momenti più significativi della storia.

“Molte vite in una sola” parte così da una vicenda personale per affrontare temi che riguardano molte famiglie: l’integrazione, la solidarietà, la fragilità legata alla malattia e il ruolo spesso poco visibile di chi assiste una persona non autosufficiente. Una storia privata che, arrivando in una sede istituzionale come il Senato, assume anche una dimensione pubblica e sociale.

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