Il regolamento Ue sullo stop ai motori benzina e diesel a partire dal 2035 “non sarà riaperto”. Lo sostiene un alto funzionario Ue spiegando che, dopo l’accordo raggiunto con il governo tedesco sull’uso degli e-fuels, la Commissione Europea farà “una dichiarazione” scritta sui prossimi passi per l’attuazione del considerando 11 che riguarda i combustibili sintetici e non i biocarburanti.
Eventuali “cambiamenti” futuri “sono nelle mani della Commissione”, aggiunge la fonte. Già il vicepresidente Frans Timmermans ha detto giovedì scorso che includere anche i biocarburanti vorrebbe dire riaprire il regolamento, eventualità che viene esclusa anche dal Parlamento Europeo, che considera concluso il lavoro legislativo.
Il Coreper, l’organo che riunisce gli ambasciatori Ue, oggi dovrebbe discutere del regolamento che potrebbe essere votato domani nel Consiglio Energia. Nella riunione di stamani, si apprende a Bruxelles, l’Italia chiederà che l’approvazione del regolamento sia tolta dai punti senza discussione (punti A in gergo) del Consiglio Energia.
La richiesta dell’Italia si basa sul fatto che la prossima dichiarazione della Commissione cambia in modo sostanziale le condizioni per l’interpretazione e l’attuazione del regolamento, anche se formalmente il testo non viene alterato. Quale che sia il contenuto della dichiarazione, il nostro Paese ritiene che gli Stati membri debbano avere, in ogni caso, il tempo di rifletterci. Le regole procedurali del Consiglio prevedrebbero un termine di 14 giorni per l’inserimento di un (nuovo) punto senza discussione nell’agenda del Consiglio.
L’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini ha suggerito “prudenza” prima di trarre conclusioni, invitando ad attendere il testo dell’atto delegato che la Commissione dovrebbe stendere per attuare l’intesa con Berlino sui carburanti sintetici, lasciando intendere che i giochi per i biocarburanti non sono finiti.