Kosovo, 11 soldati italiani feriti in scontri tra serbi e militari Nato – Video

Gli incidenti sono avvenuti a Zvecan, 45 chilometri a nord di Pristina. Meloni: "Ferma condanna dell'attacco, vicinanza a militari feriti"

Undici militari italiani feriti nel Nord del Kosovo. Decine di serbi si sono scontrati con i militari di Kfor, la forza di pace della Nato, mentre cercavano di prendere il controllo degli uffici di uno dei comuni in cui i sindaci di etnia albanese si sono insediati la scorsa settimana, con l’aiuto delle autorità. Negli scontri sono rimasti feriti anche 11 militari italiani. Due di questi hanno riportato fratture, mentre gli altri 9 lesioni o escoriazioni leggere.

Gli 11 militari italiani rimasti feriti a Zvecan, in Kosovo, sono rimasti coinvolti negli scontri con cariche, lancio di lacrimogeni e circa 30 granate stordenti. Nel pomeriggio, secondo quanto si apprende, c’è stato un incontro tra il presidente della Lista Srpska Goran Rakic e il comandante americano del Battaglione di Rc-East di Kfor, alla presenza del Capo del Movimento serbo per la Difesa del Kosovo e Metohija, Nebojša Jović. Rakic, come gli era stato chiesto dal comandante americano, si sarebbe rivolto ai manifestanti chiedendogli di far passare i blindati della polizia rimasti bloccati. I manifestanti però non solo non hanno consentito il passaggio ma hanno anche lanciato della vernice, dando luogo agli scontri.

Fratture, ustioni e ferite da schegge sono state riportate dai militari feriti, compresi gli 11 italiani. I militari italiani insieme a quelli ungheresi – 20 i feriti tra loro – e polacchi, erano in appoggio alla polizia kosovara. Appartengono al nono Reggimento Alpini l’Aquila i militari italiani Kfor, rimasti feriti in Kosovo, fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa.

Nel corso della schermaglia con la polizia, i serbi hanno cominciato a lanciare oggetti contro agenti e militari e a ritirare indietro i lacrimogeni, lanciati dalla polizia, ferendo i militari Kfor. Gli scontri sono documentati dai video diffusi sui social da nazionalisti serbi.

Gli incidenti sono avvenuti a Zvecan, 45 chilometri a nord di Pristina, con i serbi che si sono scontrati con la polizia kosovara. Poi i soldati della Kfor hanno chiesto ai manifestanti di liberare la strada a due veicoli delle forze speciali di polizia kosovare.

Dinanzi al loro rifiuto, i militari hanno usato gas lacrimogeni e granate stordenti per proteggere gli ufficiali kosovari nei veicoli e disperdere i manifestanti, secondo i media locali. I serbi hanno risposto lanciando pietre e dando alle fiamme un’auto.

“Circa 25 membri del contingente internazionale” sono stati feriti negli scontri fra manifestanti e forze della Kfor a Zvecan. Lo riferisce un comunicato Kfor, diffuso su Twitter. “Diversi soldati del contingente italiano e ungherese della Kfor -si legge- sono stati fatti oggetto di attacchi non provocati e hanno riportato ferite da trauma con fratture e ustioni dovute all’esplosione di ordigni incendiari. Prontamente curati dalle unità mediche della Kfor, sono al momento sotto osservazione del personale medico”.

Diversi manifestanti serbi sarebbero rimasti feriti negli scontri, scrive il sito serbo Politika che riferisce di “dozzine” di feriti.

MELONI – “A nome mio e del Governo, esprimo i miei più sinceri sentimenti di vicinanza ai militari italiani che sono rimasti feriti durante i disordini in Kosovo. Esprimo inoltre la più ferma condanna dell’attacco avvenuto a danno della missione Kfor che ha coinvolto anche militari di altre Nazioni” dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor. È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle Autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all’allentamento delle tensioni”, rimarca la premier.

L’impegno del governo italiano per la pace e per la stabilità dei Balcani occidentali è massimo e continueremo a lavorare con i nostri alleati. Confermo ai militari italiani la mia vicinanza e la forte gratitudine del Governo per la straordinaria professionalità e l’encomiabile spirito di servizio che dimostrano in ogni circostanza”.

TAJANI – “Voglio esprimere solidarietà ai militari della missione KFOR rimasti feriti in Kosovo durante gli scontri tra manifestanti serbi e polizia kosovara”, ha scritto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un tweet. “I militari italiani continuano ad impegnarsi per la pace”, ha quindi sottolineato.

LA TELEFONATA DEL PREMIER KOSOVARO – Il premier kosovaro Albin Kurti sollecita, d’accordo con Antonio Tajani, il ritorno alla calma nel nord del Paese. Belgrado e Pristina, ha aggiunto, devono tornare all’impegno preso da Belgrado e Pristina lo scorso febbraio per avviare il percorso di “normalizzazione”. Kurti ha reso noto in un tweet di aver parlato al telefono con il ministro degli Esteri italiano con cui ha concordato, ha scritto, che “il momento attuale chiede l’attuazione dell’accordo base e la situazione al nord torni alla calma”.

CROSETTO – “La Difesa e il ministro Guido Crosetto esprimono vicinanza e augurano una pronta guarigione ai militari @Nato Kfor italiani, ungheresi e moldavi rimasti feriti negli scontri in Kosovo”, si legge in un tweet del ministero della Difesa.

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