Pd, domani Assemblea battezza l”era’ Schlein

Tutto pronto per il primo passo del "nuovo Pd" nato con le primarie del 26 febbraio

Prende il via l”era’ Schlein nel Pd. L’Assemblea nazionale dem di domani battezza formalmente la leadership della nuova segretaria. A fare da scenografia è la ‘Nuvola’ di Fuksas, al quartiere Eur di Roma, una location scelta non a caso, inedita, moderna e fortemente iconica. Nel pomeriggio le due aree interne del partito fanno il punto via zoom con i rispettivi leader, ma ormai è tutto pronto per il primo passo del “nuovo Pd” nato con le primarie del 26 febbraio.

Il programma della Nuvola prevede dalle 10.30 un intervento della presidente della commissione Congresso Silvia Roggiani, per fare il punto sulle primarie e anche sul boom del tesseramento: oltre 7mila i nuovi iscritti nei primi tre giorni. Poi tocca alla segretaria e quindi all’elezione degli organismi interni a partire dal presidente, dalla Direzione e dal Comitato di garanzia.

Il parlamentino dem, circa mille componenti eletti più quelli di diritto, muove il suo primo passo nel segno dell’armonia interna dopo il faccia a faccia di ieri (venerdì) “positivo e in un clima di piena collaborazione” tra Schlein e Bonaccini.

La segretaria proporrà il suo ex sfidante alle primarie come presidente del partito e l’Assemblea potrebbe votarlo per acclamazione, come segno palese di armonia interna. Sulla Direzione, ancora in queste ore, i contatti sono frenetici sui nomi dei componenti e l’ipotesi cui si lavora è quella di un ‘listone’ unico da votare in blocco, anche questo come segno di unità del partito. Poi, però, l’armonia interna dovrebbe finire qui, anche per non sconfinare in quell’unanimismo condannato da tutti nella campagna delle primarie.

In ossequio al principio che chi vince decide, dovrebbe quindi essere la maggioranza a indicare i nomi dei due (o delle due) vice presidenti dell’Assemblea. E domani potrebbe essere anche il turno del tesoriere del partito, una figura chiave anche in termini legali interni, che necessariamente deve essere legato alla segretaria. Da giorni è in corso uno ‘scouting’ tra deputati e senatori, visto che anche per ragioni di tutele il tesoriere è di solito un parlamentare, e circola l’ipotesi di riaffidare l’incarico a Antonio Misiani (già tesoriere dal 2009 al 2013), in predicato però di entrare in segreteria con un ruolo economico.

Per il resto, a partire dai capigruppi parlamentari e dalla segreteria, bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Anche qui le ipotesi in campo restano tutte. Il punto è politico e vede interpretazioni diverse e trasversali non solo tra ma anche dentro i due schieramenti interni al partito. Se la presidenza a Bonaccini verrà interpretata come un ruolo di garanzia i due capigruppo andrebbero alla maggioranza interna (si è parlato di Francesco Boccia al Senato e Peppe Provenzano alla Camera). L’altro schema prevede una condivisione dei ruoli, con i nomi di Andrea De Maria o Simona Bonafè alla Camera.

Altra questione è il ruolo di capo delegazione all’Europarlamento: la conferma di Brando Benifei era ritenuta possibile, anche in virtù del fatto che tra un anno si vota. Ma con la presidenza a Bonaccini alcuni nella maggioranza avrebbero segnalato la necessità di un turn over. Da definire anche la segreteria, dove tra i tanti circolano i nomi di Marco Furfaro (vice), Marco Sarracino (organizzazione), Chiara Gribaudo (vice o Lavoro), Stefania Bonaldi (Enti locali) e poi Michela De Biase, Chiara Braga. Spazio anche ad Articolo 1 (Nico Stumpo o Alfredo D’Attorre) che ieri (venerdì) nella Direzione ha segnato una nuova tappa di avvicinamento politico ai dem.

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