A Roma La principessa di Beaumont di John Sargent

Alla Galleria Russo il dipinto del grande ritrattista inglese

(ANSA) – ROMA, 23 GIU – Un olio su tela lontano dall’ essere un’ opera finita eppure pieno di grande fascino. Doveva costituire un saggio di prova il ritratto della Principessa di Beaumont che John Singer Sargent dipinse nel 1884. Il grande artista inglese, come era abitudine di quell’ epoca provata dall’ iscrizione “Portrait provisoire denier à Dieu” (dipinto senza impegno), aveva proposto il modello al committente in attesa dell’incarico ufficiale. Quel quadro, in cui lo sguardo della nobildonna punta dritto negli occhi di osserva, sarà in mostra dal 24 giugno al 17 luglio alla Galleria Russo di Roma, che lo ha acquisito recentemente.
    ”Marie Marguerite Bonnin de La Bonninière de Beaumont – osserva il curatore Paolo Serafini – aveva tutte le carte in regola per far gola ai ritrattisti più famosi: rango, censo e quell’atteggiamento di aristocratica sprezzatura che l’infallibile talento di Singer fa emergere con chiarezza nel suo dipinto, concepito come un vero e proprio attestato dello status sociale dell’effigiata, una donna proveniente da una famiglia che all’epoca annoverava tra le sue proprietà la famosa tenuta di Château Latour e più di un milione di ettari di piantagioni in Africa e Asia”. L’abboccamento tentato da Sargent non ebbe il risultato sperato: la principessa non gli conferì l’ incarico ”per via di una spiacevole congiuntura mondana che, proprio nel 1884, cambiò il corso della vita di John Singer Sargent”. L’ artista si preparava a coronare un sogno inseguito a lungo: presentare al Salon il ritratto di una delle donne più belle di Parigi, Virginie Amélie Avegno, la sposa americana del magnate Pierre Gautreau, regina indiscussa cronache mondane. Sargent era riuscito a convincerla ”ma il ritratto di Virginie, un assoluto capolavoro oggi nella collezione del Metropolitan Museum, venne giudicato sfacciatamente sensuale, dando vita a uno scandalo che costrinse l’ autore a lasciare precipitosamente Parigi per Londra, la città dove incontrò uno sfolgorante successo”. Della principessa de Beaumont, immortalata nell’ultima opera del periodo parigino del grande Sargent, si sa che morì ancora giovane dopo aver sposato in seconde nozze un italiano, il principe Fulco Salvatore Ruffo di Calabria. (ANSA).
   

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