(ANSA) – ROMA, 30 OTT – “Oggi qualcuno pensa che lo Stato usi
i vaccini o il Green pass per controllare i cittadini o privarli
della loro libertà. Ma in democrazia lo Stato ha il mandato di
proteggere i suoi cittadini e di salvarli da una morte inutile.
I vaccini sono una tutela, non uno strumento per discriminare.
E, lo ripeto, lo Stato e la politica hanno il compito di
proteggerci. Non dovremmo mai dimenticarlo, pur restando
vigili”. Il monito arriva diretto dal filosofo sudcoreano
Byung-Chul Han, considerato uno dei pensatori imprescindibili
dei nostri tempi, ieri sera nel pieno della sua seguitissima
Lectio magistralis alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e
Contemporanea di Roma, dal titolo I non-oggetti:
l’informatizzazione del mondo reale. Tradotto in più di 30
paesi, con le sue opere La società della stanchezza e Topologia
della violenza, fino al più recente La scomparsa dei riti,
Byung-Chul Han è tra i filosofi contemporanei che più hanno
approfondito le grandi patologie e le complessità del presente e
sul tema è tornato ancora nell’incontro organizzato da Andrea
Colamedici e Maura Gancitano di Tlon, realizzato in
collaborazione con la Scuola Holden di Torino e la casa editrice
Nottetempo.
Un excursus lungo due ore in cui ha anticipato il suo nuovo
lavoro “sull’inattività, quasi una controparte alla Vita Activa
di Hannah Arendt” e la nascita dell'”Homo Phone-sapiens, che
crede di essere libero, ma la sua libertà è solo nelle dita”.
(ANSA).
Byung-Chul Han, vaccino e Green pass sono tutela, non controllo
Appello filosofo sudcoreano nella sua lectio magistralis a Roma
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