(ANSA) – ROMA, 30 SET – “Dunque, dove eravamo rimasti?”.
Enrico Brignano cita Enzo Tortora per il suo ritorno in teatro
dopo quasi due anni di lontananza forzata, causa pandemia. E
riprende proprio lì dove aveva interrotto con “Un’ora sola vi
vorrei”, il one man show con cui dopo gli Arcimboldi di Milano
inaugurerà anche la stagione del Brancaccio di Roma, in scena
dall’1 al 24/10. Per “mantenere la parola data” al pubblico (a
Roma dovette interrompere con 15 date già sold out) e rispettare
la capienza ancora ridotta delle platee, si prepara a un tour de
force da due recite al giorno. “Oggi l’unico strumento per
essere liberi è il Green pass, che si ottiene con il vaccino o
il tampone. Si può anche scegliere”, esordisce. Al centro dello
spettacolo, il tema del tempo, inevitabilmente riveduto e
aggiornato. “In questi mesi – ripercorre – ci siamo chiusi in
cucina a impastare chili di farina per fare i plum-cake al
wasabi. Oppure ci siamo ritrovati in balcone a cantare Toto
Cutugno. Il mio Maestro, Gigi Proietti, nel frattempo ha deciso
di guardarci dall’altro. A vederci così, ha detto: ‘fuori mi
chiamo, m’avete rotto er…’. Ma sono diventato anche padre
un’altra volta – sorride – di un bambino di due mesi che mangia
quanto me. Il pediatra mi dice che non è possibile che si faccia
già fuori una pizza intera e il commercialista mi avverte che a
questo punto ho bisogno di lavorare”. Scherzi a parte,
prosegue, “il teatro è ricarica, fonte di energia più di ogni
cosa. Tutti ne abbiamo bisogno. Purtroppo oggi – aggiunge – ho
la sensazione che abbiano dovuto aumentare la capienza delle
platee solo perché dovevano aumentare quella degli stadì”.
Il prossimo fine settimana si vota per le elezioni del sindaco
anche nella “sua” Roma. “Sono preoccupato, molto preoccupato –
dice – Andrò a votare, ma ancora oggi a distanza così breve non
sono convinto di nulla”. (ANSA).
Enrico Brignano, torno a teatro, dove eravamo rimasti?
Attore apre stagione Brancaccio con Un'ora sola vi vorrei
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