(ANSA) – ROMA, 30 SET – “Nella fotografia serve
un’identificazione totale e serve il cuore, altrimenti manca
tutto: bisogna scegliere un soggetto che si ama. Queste foto
sono nate perché ero convinto di essere in paradiso, e avevo il
dovere di testimoniare tutta quella bellezza”: è l’amore nei
confronti di una terra considerata sacra, un Eden da proteggere
e da celebrare, a emergere nelle parole di Sebastião Salgado,
protagonista al Maxxi di Roma con la grande mostra “Amazônia”,
allestita dal 1 ottobre al 13 febbraio 2022. A cura di Lélia
Wanick Salgado, compagna di vita e di lavoro del grande
fotografo, la mostra, unica tappa italiana di un tour
internazionale, presenta al pubblico l’appassionato lavoro ‘sul
campo’ svolto in 6 anni da Salgado nella regione amazzonica
brasiliana, a contatto diretto con la foresta e le comunità
indigene locali: il risultato sorprende e coinvolge, grazie agli
oltre 200, incredibili scatti in cui l’autore rivela
un’Amazzonia non certo ferita, ma potente, permettendo al
pubblico un ideale incontro ravvicinato con un mondo magico,
ancora incontaminato. Nel percorso, scandito dalla traccia
sonora di Jean-Michel Jarre ispirata ai suoni autentici della
foresta, le fotografie sono le chiavi per aprire le porte di
un’Amazzonia che seppur lontanissima è presente quasi
“fisicamente”, con la vegetazione rigogliosa, gli animali, il
Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti, i cosiddetti fiumi aerei
creati dagli alberi, le piogge e soprattutto con i suoi
‘custodi’, le comunità che la rispettano e la proteggono ogni
giorno. “Vorrei che tutti si schierassero al nostro fianco per
proteggere l’Amazzonia”, ha detto questa mattina Salgado
presentando la mostra, per la quale sono state organizzate ben
“48 spedizioni, ognuna con gruppi di 10-15 persone per poter
arrivare in luoghi mai visitati dagli occidentali, e tutte
finanziate solo con la vendita delle mie foto”. (ANSA).
Salgado, l’Amazzonia è un paradiso, nostro dovere proteggerla
Al Maxxi per unica tappa italiana, 'in fotografia serve cuore'
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