Scoperta maxi frode fiscale ad Anzio, sequestro 15mln beni

Dalla Guardia di Finanza. Denunciate 28 persone

(ANSA) – ROMA, 16 LUG – Grazie a un ingegnoso pacchetto “chiavi in mano” approntato da un consulente fiscale di Anzio, 22 società disseminate in tutta Italia hanno evaso imposte e contributi per circa 15 milioni di euro.
    La maxi frode fiscale è stata scoperta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, nel corso dell’operazione ribattezzata “We Pay”, hanno sequestrato beni mobili e immobili, per un valore corrispondente ai tributi non versati, nei confronti di 28 indagati.
    Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, dirette dalla Procura della Repubblica di Velletri e coordinate dal II Gruppo di Ostia, sono scattate a seguito di verifiche fiscali nei confronti di alcune imprese della zona.
    Durante gli accertamenti è emerso che le società, seguite dallo stesso commercialista, erano solite cedere, versando prezzi irrisori, le proprie pendenze debitorie – tributarie e contributive – a terzi, per lo più aziende attive nella fornitura di personale, che avevano maturato fittiziamente ingenti crediti tributari grazie a dichiarazioni ai fini IVA contenenti dati non veritieri, asseverate dal consulente con visto di conformità.
    Questi ultimi, nonostante il divieto di saldare il debito ottenuto mediante “accollo” con la “compensazione tributaria” (consentita, fatte salve alcune limitate eccezioni, solo tra debiti e crediti in essere tra i medesimi soggetti), provvedevano nel modello F24 a compensare le partite di segno opposto a discapito delle casse erariali.
    Dagli approfondimenti è emerso, inoltre, che alcune imprese hanno indebitamente fruito di considerevoli crediti – compensati con debiti fiscali – a fronte di spese per attività di ricerca e sviluppo mai sostenute.
    Gli elementi raccolti hanno permesso all’Autorità Giudiziaria veliterna di ottenere dal G.I.P. del locale Tribunale l’emissione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, sia nella forma diretta, che “per equivalente”, dei beni nella disponibilità degli indagati, eseguito nelle province di Roma, Latina, Milano, Verona, Bari, Caserta e Isernia.
    Gli indagati dovranno rispondere dei reati di dichiarazione fraudolenta e indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti. (ANSA).
   

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