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Premio Strega, Scurati guida la cinquina

Seguono Cibrario, Missiroli, Durastanti e Terranova

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di Redazione | 2019-06-13 13/06/2019 ore 9:00

immagine dal sito premio strega.it

Antonio Scurati domina con 312 voti la cinquina del Premio Strega 2019 votata ieri sera per la prima volta al Tempio di Adriano a Roma. Dato in grande impennata alla vigilia della votazione, il suo monumentale ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) ha ampiamente staccato, in questa 73/ma edizione del premio che vede sul podio tre donne, quello che veniva dato fino all’ultimo per suo diretto concorrente, Marco Missiroli, superfavorito con ‘Fedeltà’ (Einaudi) da un anno che invece si è piazzato al terzo posto con 189 voti. Sfumato il duello, al secondo posto un po’ a sorpresa è arrivata Bendetta Cibrario con 203 voti per ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori).

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini in oltre 800 pagine, con un approccio inedito, che rispetta le fonti storiche ma fa un ritratto romanzato del duce, ha avuto la meglio sulle disillusioni e il racconto delle disgregazioni relazionali a cui ha dato voce Missiroli. Alla sua terza volta allo Strega, dopo aver sfiorato due volte la vittoria, Scurati, presentato da Francesco Piccolo che nel 2014 vinse superandolo di 5 voti, sembra avere davvero questa volta la vittoria tra le mani. E lo mostra anche la serenità con cui ha seguito lo spoglio dei voti.

“Credo nella letteratura come forma alta di conoscenza. Mi ha fatto enorme piacere il consenso dei lettori, c’è un gran bisogno di capire e si è manifestato” ha detto al Tempio di Adriano che è un luogo che “gli piace tantissimo, magico”. “Sono recidivo” aggiunge poi con tono scherzoso parlando della sua terza volta allo Strega. Per ‘M. Il figlio del secolo’ ha fatto anni di studi e tra gli aspetti sorprendenti di Mussolini sottolinea: “Era un uomo vuoto, privo di idee, di strategie. Assecondava la folla, non la guidava. Non è un giudizio morale ma oggettivo” spiega e dice che questo libro “è il primo di una trilogia. Sto scrivendo il secondo e voglio arrivare fino a piazzale Loreto”.

Intanto Wildside ha acquisito i diritti per farne una serie tv. A rallentare la corsa di Missiroli, fresco della vittoria del Premio StregaGiovani 2019, verso la conquista del premio è sicuramente anche la presenza in cinquina di un altro autore Einaudi, Nadia Terranova con il suo ‘Addio fantasmi’ che è arrivata quinta con 159 voti. La sua storia di una donna, Ida, che torna nella casa d’infanzia, a Messina, e si trova ad affrontare i fantasmi che hanno condizionato tutta la sua vita e la sparizione del padre 23 anni prima ha scombinato le carte in un’edizione che vede per la prima volta tra i cinque due autori dello stesso marchio editoriale. “Tra me e Marco Missiroli non c’è nessun contrasto, è un gioco. I nostri libri sono in gara, non noi e questo vorrei che fosse chiaro e poi ognuno fa la sua gara. Sono una scrittrice, non una stratega” ha sottolineato la Terranova che è nata a Messina nel 1978 ma vive a Roma. “Sono felicissima di essere qui. Ho fatto questo Strega da outsider, è stato il libro a trascinarmi qui, non il contrario. Credo che il mio libro sia piaciuto perché mi sono scorticata per scriverlo. E’ un romanzo nudo nel raccontare il dolore insanabile”.

Super felice Benedetta Cibrario, già vincitrice del Campiello con Rossovermiglio, che con il secondo posto a ‘Il rumore del mondo’ (Mondadori) regala così una tripletta al Gruppo Mondadori. “C’è molta gioventù nel mio romanzo. Il Risorgimento lo hanno fatto i giovani. Ci ho messo quattro anni per scriverlo. E’ la storia in fondo di un matrimonio che non funziona, di generazioni che si incontrano. Quel periodo mi ha affascinata perchè si è preparata una consapevolezza nel fare politica, nello svecchiare il paese” dice la scrittrice che vive a Londra e nel suo libro ci mostra uno sguardo non convenzionale sul Risorgimento tra Inghilterra e Piemonte.

Nella battaglia all’interno de La Nave di Teseo, che a sua volta aveva due autori in lizza ha prevalso su Mauro Covacich e il suo ‘Di chi è questo cuore’, Claudia Durastanti con ‘La straniera’, un’educazione sentimentale contemporanea che racconta cosa significa sentirsi sempre stranieri. Su un totale di 660 aventi diritto al voto hanno espresso tre preferenze in 592, per una percentuale dell’89,69%. A presiedere il seggio, Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018 in un’atmosfera al Tempio di Adriano che è stata molto apprezzata. Il 4 luglio la proclamazione del vincitore al Ninfeo di Villa Giulia.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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