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Concerto U2, vecchie abitudini: bagarinaggio online

Nonostante le rassicurazioni di Ticketone, riprende la barbara pratica del bagarinaggio online. Le foto esclusive di Radiocolonna

Marco Scotti
di Marco Scotti | 2017-01-11 11/01/2017 ore 12:09

Ci risiamo. Neanche il tempo di annunciare che gli U2 sarebbero tornati a Roma per un grande concerto allo Stadio Olimpico, che subito si verificano le consuete “magagne” all’italiana. Ticketone è l’unico sito ad avere in concessione la vendita dei biglietti e ha aperto una prevendita dedicata esclusivamente ai membri del fan club della band irlandese. Per entrare a far parte dei fortunati bisogna versare una quota annuale di 50 dollari, che consente appunto, tra gli altri benefit, di accedere in via preferenziale alle prevendite dei biglietti. Ed è proprio qui che si verificano le prime incongruenze.

Da due ore, infatti, sono disponibili i tagliandi su Ticketone, sito che già nei mesi scorsi era finito al centro delle polemiche, tanto da costringere l’Antitrust ad aprire un’indagine – il cui esito ancora non è dato sapere – per i grandi eventi musicali, su tutti il concerto dei Coldplay. L’accusa degli utenti – e Radiocolonna ha sperimentato – è che i biglietti, indipendentemente dal numero, vengano polverizzati nel giro di pochi istanti salvo poi ricomparire, magicamente, sui siti di bagarinaggio, di cui Viagogo è l’epitome ma non certo l’unico.

Come detto, da due ore i biglietti per i fan (veri o presunti) sono a disposizione e, come al solito, sono comparsi anche su Viagogo, a prezzi ovviamente maggiorati: si parte da 156 euro per arrivare fino a oltre 800. Davvero non si può fare niente per evitare un meccanismo di questo tipo? Sembra difficile credere che Ticketone e le autorità non possano arginare un meccanismo che in qualsiasi altro settore sarebbe illegale.

Se qualcuno decide di andare alla Scala e si rivolge ai bagarini, sta commettendo un reato punibile con una multa, salata, sia per lui che per il venditore. E allora perché non fare la stessa cosa anche con chi rivende a prezzi folli i tagliandi per assistere ai più importanti eventi musicali italiani? Perché non si può dire a gran voce che la musica – di qualsiasi tipo – si merita una tutela migliore e che in questo modo, invece, si sta offrendo un servizio pietoso e un danno d’immagine senza precedenti? Quanto ci vorrà prima che la gente, scoraggiata, decida di abbandonare i concerti perché tanto è impossibile andarci?

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A proposito dell'autore

Marco Scotti
255 articoli

Giornalista professionista. Ha collaborato con Liberal, Il Ghirlandaio, Affari Italiani, Il Sole 24 Ore, il Gruppo Class e La Sicilia. Ha pubblicato con Lantana "Codice Amazon"

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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