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Morto Cino Tortorella, addio al Mago Zurlì

Avrebbe compiuto 90 anni a giugno, ha condotto e ideato lo Zecchino d’Oro per 51 edizioni

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di Chiara Laganà | 2017-03-23 23/03/2017 ore 15:38

È morto Cino Tortorella, il presentatore e autore televisivo noto soprattutto per aver vestito i panni del Mago Zurlì, personaggio da lui stesso ideato. Tortorella, che avrebbe compiuto 90 anni a giugno, ha ideato e presentato lo Zecchino d’Oro per 50 anni.

Nato a Ventimiglia nel 1927, orfano di padre, dopo aver frequentato il liceo classico s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza della Cattolica, studi universitari che abbandonò negli anni ’50 a causa della sua passione per il teatro. Sui palcoscenici teatrali creò il suo personaggio: il Mago Zurlì, protagonista dello show televisivo Zurlì, il mago del giovedì andato in onda dal 1957 al 1959.

Lo stesso anno, seguito il suggerimento di Umberto Eco, fonda lo Zecchino d’Oro, la kermesse canora con protagonisti i bambini. Trasmissione che ha condotto, nei panni del Mago Zurlì fino al 1972, dal 1959 al 2008, 51 edizioni che lo fecero entrare nel Guinness dei primati. Dal 2009 venne allontanato dalla conduzione per motivi legali.

Non solo Zecchino d’Oro, fra gli altri programmi da lui ideati Chissà chi lo sa?, trasmissione andata in onda per dodici anni, una delle più importanti nella TV per ragazzi. Negli anni ’70, poi, diede una mano per lo sviluppo delle TV private.

Cino Tortorella ha anche scritto molti libri per i più giovani fiabe e ha anche firmato articoli per le riviste più amate dal pubblico giovanile: Topolino, Il Corriere dei Piccoli e Il Giornalino. Nel 2009 fu ricoverato per un’ischemia e si risvegliò dal coma. Nel 2010 fondò un’associazione dedicata all’infanzia Gli amici del Mago Zurlì.

Terminata la sua attività con lo Zecchino d’Oro, creò un altro festival canoro per i più piccoli dedicato a Mariele Ventre, storica direttrice del Coro dell’Antoniano di Bologna che lo accompagnò sul palco dello Zecchino dal 1959 al 1995, anno della sua morte. Fra le sue passioni anche l’enogastronomia, fu il primo a parlarne in TV. Sopravvive a quattro figli: Davide, Guido, Lucia e Chiara, tre dei quali lavorano in ambiti televisivi, e alla seconda moglie Maria Cristina Misciano, la prima, era la pianista Jacqueline Perrotin.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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