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East End, il cartone animato irriverente su Roma

Presentato dai due autori Skanf & Puccio. Il cartone è da oggi in sala. La storia è ambientata nella periferia della Capitale

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di Chiara Laganà | 2017-05-3 3/05/2017 ore 19:07

I bambini protagonisti del film

East End è un cartone animato irriverente dedicato a Roma, realizzato da Skanf & Puccio. Cosa succede se due gemellini geek con la R moscia dirottano un satellite della CIA per vedere il derby Roma-Lazio? Una Roma fatta di palazzinari, fantasmi e con i due papi che convivono… Questo è molto altro è East End.

East End è un cartone animato originale, Skanf & Puccio, Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci, hanno presentato la loro opera a Roma.

“Il progetto è nato nello studio Cane Cane, uno studio dove io e Luca lavoriamo e ci occupiamo di effetti digitali per molti film italiani e fiction e questo ci ha messo in contatto con le produzioni. All’interno dello studio è nato il progetto, in modo parallelo, di giorno lavoravamo al progetto che ci faceva mangiare e la sera lavoravamo a East End. Chiedevamo ai nostri collaboratori di disegnarci qualche personaggio e qualche fondale e sin da subito abbiamo lavorato alla cosa più importante”, ha spiegato Giuseppe Squillaci, uno dei due registi.

Tutto il team dello studio ha aiutato nelle singole fasi della realizzazione di East End: “C’è chi come Roberto Matteucci che ha messo mano al film dal mio primo disegno su un tovagliolo all’ultimo ritocco sulla locandina. Ci sono persone che hanno avuto un ruolo importante nella realizzazione di East End, tutti i tecnici e anche l’audio, abbiamo avuto il supporto incondizionato di queste voci. Non è un film di doppiaggio, ma le nostre voci hanno recitato, è un radiodramma. È stato un lavoro alternare le voci, le nostre meravigliose attrici hanno prestato loro le voci”.

Molte le citazioni del film, l’Urlo di Munch, Thor, Orazio Pennacchioni, un personaggio radiofonico della Roma. Uno dei registi è romanista e uno è laziale: “Io sono romanista e Luca è laziale”.

East End è “un’opera prima di animazione, un colossal italiano” con la colonna sonora firmata da Douglas e i Superobot. Il film è costato un milione di euro. Il film parla di molti temi trattati con delicatezza e anche con irriverenza, per uno dei due registi: “Ci siamo impegnati molto nel lavoro perché abbiamo messo molto della nostra comicità affrontando le tematiche con delicatezza e anche un po’ d’incoscienza”.

“Abbiamo aperto delle porte alla critica e al ragionamento, chi ha dei bambini sa che oggi o non oggi deve spiegare ai bambini perché ci sono due papi. Il mondo dei media si riflette nel nostro film: abbiamo internet, gli iPhone, i telefonini, la tv, i giornali che ci propongono sempre delle tesi opposte, tutto questo arriva nel film e viene rielaborato divertendosi”, ha aggiunto Giuseppe Squillace.

D’accordo l’altro regista Luca Scanferla: “Abbiamo affrontato con ironia, ci abbiamo scherzato sopra, è l’unico modo. È un film che offre degli spunti di riflessione”.

In East End molti personaggi famosi, ma i due registi non hanno dovuto chiedere il permesso a nessuno per utilizzare la loro immagine: “Si tratta di satira, possiamo fare quello che vogliamo. Nella scena iniziale, quando il terrorista si toglie la maschera ci doveva essere Peppa Pig, lì ci sono stati dei problemi perché il personaggio era già coperto da copyright e si trattava anche di un musulmano e ci è sembrato poco delicato”, ha spiegato Scanferla in arte Skanf.

“Non volevamo che alcune gag, decontestualizzate, potessero risultare eccessive. È un film che va visto perché ha una storia, ha dei personaggi, una storia che cresce, si richiamano, volevamo portare avanti la storia, ma senza insultare nessuno”, ha aggiunto l’altro regista.

East End è un film sulla tolleranza, l’amicizia e la diversità: “La nostra idea era non fare un film sui romanisti e laziali, se si cresce a Roma non si può sfuggire al calcio e al Vaticano. Il nostro film vuole raccontare come le persone, l’amicizia e l’innocenza di un bambino possono essere una via d’uscita”, ha spiegato Puccio.

Il cartone diventerà una serie TV: “Il progetto era nato come una serie Tv, poi è diventato un film. Continuiamo comunque a lavorare al progetto, abbiamo scritto soggetti per due stagioni”, ha spiegato Skanf. “L’estate scorsa a Cannes, all’Animation Day, lì abbiamo avuto offerte di coproduzione da Belgio e dall’Inghilterra, ma non dall’Italia”.

East End è stato vietato ai minori di 14 anni, i produttori e i registi sono stati contrari al divieto: “Scrivendolo non ci siamo posti il problema del target perché ci sembrava limitativo, di certo non pensavamo ai bambini quando l’abbiamo scritto. Per apprezzarlo penso che ci sia il pubblico dai 14 anni in su, ma con la presenza di un adulto può essere anche visto dai 12 anni”, ha spiegato Skanf.

“Un cartone animato, i bambini lo vedono, gli adulti guardano i film, questa bollatura esiste solo in Italia. Siamo tutti cresciuti con i cartoni giapponesi, vediamo Pollon, in cui c’è la sessualità. Abbiamo proiettato il film ai ragazzi, abbiamo avuto la risposta dei 14enni è stata entusiasmante, quelli più piccoli si sono divertiti ci hanno fatto delle domande: perché e cos’è il terrorismo. Hanno già recepito le notizie. I bambini di prima elementare hanno fatto dei disegni sul terrorismo, i miei figli, partendo per Londra, mi hanno chiesto se era sicuro perché c’era il terrorismo”, spiega Puccio.

“Magari non capisce l’ironia, ma sono dei contenuti che a un bambino arrivano. Se prende il cellulare della madre vede le immagini dei bambini in Siria o semplicemente guardando un tg”, spiegano i due registi.

East End non è un film adatto a un pubblico di giovanissimi, ma gli autori del film hanno lanciato una campagna per far cadere il divieto ai minori di 14 anni. “È difficile che si imitino dei personaggi di un cartone animato, è più facile emulare Ken Shiro che un personaggio di East End”.

Il cartone animato s’ispira a due grandi classici dell’irriverenza South Park e I Griffin: “South Park ci ha influenzato un po’, non solo per il film, ma anche per il tipo di animazione, poi ci siamo staccato un po’ dallo stile semplice e secco di South Park. Resta uno dei punti di riferimento, volevamo posizionarci una via di mezzo fra Griffin e South Park”, ha spiegato Skanf.

Non solo nel film ci sono anche omaggi a Mario Bava, Nanni Moretti: “Son tutte cose che sono entrate dentro perché le volevamo vedere dentro il film, abbiamo anche discusso per avere delle fregnacce incredibili nel film”.

Puccio ha invece spiegato il ruolo di Federico Moccia nel film: “Il film è contro ogni tipo di pregiudizio. Anche quello che vuole che lui non sia un bravo professionista e l’abbiamo chiamato a lavorare con noi”, scherza Puccio.

“In realtà, quando il progetto è passato da una fase embrionale a quella produttiva con una società spagnola, loro ci hanno chiesto di farci affiancare da un professionista. Federico ci ha aiutato, ha riletto la sceneggiatura e poi ci ha lasciato andare, è stato carino lavorare con lui. In Italia, il professionismo non viene compreso fino in fondo. Sono state dette molte cose sulla sua partecipazione, lui è uno che fa film del genere”, continua Puccio.

“Di quel genere”, specifica SkanfFederico Moccia nel film dà un premio al miglior tema a uno dei protagonisti, Leo, ma non vi sveleremo che fine farà… “Ha scoperto tardi di essere uno dei protagonisti e si è divertito molto. L’inserimento delle star è stato un processo di costruzione, all’inizio i personaggi avevano dei nomi un po’ storpiati, come Topolino e il suo Ayrton Penna. All’inizio il presidente degli Stati Uniti non era Obama, Francesco Totti era il capitano della squadra dei lupi, abbiamo poi deciso che il film non perdeva di senso mettendo i veri nomi… E Federico non sapeva che sarebbe stato lo scrittore che ricattava i bambini”, ha sottolineato Puccio.

“Anzi la battuta di Obama: noi siamo i buoni acquisisce tutto un altro senso adesso”, aggiunge il regista. East End parla di Roma, di Vaticano, di derby, Giuseppe Squillaci non crede che lo sia: “Quanti film sul baseball avete visto? Quante serie TV ambientate a Baltimora avete visto? Derrick in Germania, L’appartamento di Barcellona, Roma è la città più internazionale di tutte, noi l’abbiamo ambientato fuori dal raccordo, è la periferia della città europea. Arriviamo in un quartiere di periferia, ce ne sono tantissimi fotocopia nelle capitali europee”, ha spiegato il regista.

“Avevamo tutta una serie di personaggi, li abbiamo scelti perché erano internazionali, lo stesso Totti, quando ha fatto il compleanno, ha avuto gli auguri di tutti. Infatti all’estero hanno creduto tutti in East End”, hanno sottolineato i due registi.

East End arriva oggi al cinema, in Italia è molto difficile la distribuzione dei cartoni animati. “È stato richiesto nei cinema di Massimo Ferrero, sale d’essai a Genova, a Bari, Torino, Roma, Vicenza, Cattolica, abbiamo avuto qualche difficoltà a Milano, dai grossi circuiti a quelli d’essai. Una delle accuse che si fa alla produzione italiana è che si fanno dei prodotti stereotipati, qui siamo con una nuova produzione, con successo all’estero e abbiamo difficoltà a trovare una sala a Milano. Se la censura non ci dà il divieto, partiremo con 30 sale, per arrivare a 100 schermi a settembre”, ha spiegato il distributore.

“Se il divieto sarà confermato i numeri saranno diversi, la distribuzione diventa più difficile anche per la vendita alle TV”, ha continuato, “Il motivo è stato la violenza gratuita che può portare all’emulazione”.

“Emulazione, cosa c’è da emulare? Fanno fatica, i nostri personaggi non sono violenti, il gesto più violento è Camilla che prende per le orecchie i suoi amichetti per farli finire di litigae. Che emulino i soldati all’inizio? Lo vedo difficile”, spiega Squillace.

East End

Camilla nell’unica scena violenta del film

East End e il cinema d’animazione può avere un futuro per i due registi: “Continuiamo a farlo, questo è il primo film italiano d’animazione dopo le Winx”. Il film è comunque una mossa di coraggio dei due registi.

“Tutti sono stati pagati, tutti hanno lavorato molto a questo progetto. East End è il frutto della fantasia di tutti quelli che ci hanno lavorato”, ha aggiunto il regista.

“Ci sono tantissime paperelle, scritte Forza Roma in arabo, simboli della pace, i quadri al contrario nella stanza del cieco, o le cicche di sigaretta fuori dal posacenere”, raccontano i due registi.

Ugo Fosco, il bimbo che sembra un fantasma, ha ammesso che è la trasposizione cinematografica del regista e laziale Luca Scanferla “E tu sei Leo”, dice al collega.

“Chi disegna lo basandosi su cosa conosce, quando studiavamo con Carlo Rambaldi, eravamo in tre, Gabriele Berretta è Lex. Come tutto il resto è entrato nel film da solo, sono entrate anche le somiglianze del film”, ha spiegato l’altro regista.

East End pur essendo ambientato in “borgata”, i bambini non parlano con un accento molto forte: “Non volevamo rappresentare una periferia malfamata, ma più che altro la nuova borghesia che si è impoverita e che non arriva a fine mese. Sono gli ultimi quartieri creati alla carlona. Le persone hanno acquistato questi appartamenti e si ritrovano a vivere lì”, spiega Scanferla.

“Non siamo a Tor Bella Monaca, come Jeeg Robot, ma siamo a Porta di Roma, c’è anche un riferimento ai costruttori romani e non solo”, specifica l’altro regista.

Al centro di East End c’è il derby fra Roma e Lazio, divisi nel tifo anche i due papi che convivono sotto lo stesso tempo, i due registi non temono rappresaglie né dalle curve, né dalle associazioni cattoliche: “Ai laziali abbiamo dato il contentino della scena finale con Totti come protagonista”.

“Il discorso del calcio, per noi è importante che si gioca ed è divertente giocare su Lazio e Roma, c’è satira, ma c’è il legame nella storia, c’è il patrigno che è laziale, ed è per questo che Rex è un romanista sfegatato. È esagerato, odia i laziali, perché odia il patrigno. Potevamo farlo invertito, ma la Lazio non ha Totti”, ha spiegato Puccio, il romanista.

“Il fatto che fossero tutti della Roma ha caratterizzato i ragazzi del cartone, i bambini vivono fuori Roma e tifare giallorossi è l’unico modo per sentirsi romano”, ha spiegato l’altro regista.

Fra le personalità “romane” prese di mira anche Nanni Moretti, in East End si riprende una mitica scena di Caro Diario: “Adoriamo il suo cinema, siamo cresciuti con Bianca, Sogni d’oro, Palombella Rossa, film surreali. C’è la citazione a Caro Diario, ma c’è una citazione di Sogni d’oro. Nanni dice la volgarità vince sempre, e lui è il più volgare di tutto il film”.

East End è da oggi al cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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