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Il Crimine non va in pensione, Fabio Fulco presenta il film

Opera prima come regista, un cast di attori non giovanissimi per una commedia leggera. Presenti anche Mattioli, Guerini

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di Chiara Laganà | 2017-06-16 16/06/2017 ore 11:00

Fabio Fuoco (a destra) parla del suo primo film da regista

Il Crimine non va in pensione è il primo film da regista per Fabio Fulco. L’attore dirige una commedia divertente e tenera dedicata al mondo degli anziani. Protagonisti un gruppo di attori non più giovanissimi: Stefania Sandrelli, Ivano Marescotti, Gianfranco D’Angelo, Franco Nero, Orso Maria Guerrini, Maurizio Mattioli, Salvatore Misticone, Giacomo Piperno, Rosaria D’Urso, Silvana Bosi e Gisella Sofio.

Fabio Fulco è alla sua opera prima, ma com’è arrivato a Il Crimine non va in pensione?

“Avevamo lavorato sulla sceneggiatura con Fabrizio Quadrioli, era un argomento a cui tenevo moltissimo e quindi avevamo costruito i personaggi proprio così, le battute e abbiamo provato a dare la sceneggiatura ad altri, a chi è molto più bravo di me, ma ci rendevamo conto che lo immaginavano in modo migliore, ma era sempre diverso”.

“I personaggi erano diversi da come eravamo noi dentro, sono stati bravi loro a convincerli, a fare la regia di questo film: ho cercato di vincere le mie paure, le mie mancanze tecniche, pensando di poter dirigere gli attori che era quello che m’interessva di più. Non ci potevo credere di dirigere questi nomi, il compito mi pè stato facilitato da questi attori, ma è venuto tutto da sé. Già realizzarlo mi sembrava un sogno, pensavo di potermi permettere attori bravi, ma non famosi, poi quando ho iniziato a girare la sceneggiatura, questi attori hanno deciso di dover esserci. A casa mia attaccavo le loro foto… e non potevo crederci”.

Fabio Fulco è apparso molto emozionato, si è anche dovuto dirigere in quanto attore:

“È stata la cosa che ho curato meno, avrei voluto cederlo il mio ruolo, però Sasà era una mia creatura. Non ce l’ho fatta a cederlo, sapevo che era la cosa giusta da fare. Ho pensato agli altri attori del cast, non mi sono rivisto perché sono ipercritico e perché m’interessavano loro”.

La sceneggiatura del film è cambiata molte volte:

“Abbiamo lavorato ogni giorno anche sul set, quando questi attori hanno cominciato a partecipare al film, sicuramente ognuno di loro aggiungerà qualcosa in più. Poi dirigere certi attori come Maurizio Mattioli… capite”.

A parlare dopo Fabio Fulco è lo sceneggiatore:

“Abbiamo fatto molti cambiamenti sul set, c’erano inconvenienti. C’erano cose da risolvere”.

Maurizio Mattioli arriva alla conferenza stampa e parte lo show. Il regista però riprende la parola e saluta una delle sue protagoniste, Gisella Sofio, morta qualche mese fa:

“Vorrei mandare un bacio speciale a una persona che non c’è più. A proposito della sceneggiatura, il suo ruolo è stato cambiato radicalmente, ci siamo inventate questa narcolettica, ci faceva molto ridere”.

“A prendere i vecchi per strada te li perdi”, scherza Silvana Bosi. “Diversamente giovani”, la corregge Fulco.

Il regista ha specificato che quello dei diversamente giovani è un tema che gli sta a cuore:

“Gli over m’interessavano, gli over a un certo punto, per quello che ho visto con mio padre e i miei nonni. Questa generazione, a un certo punto della loro età, è come se fossero inutili e questa cosa mi tocca tantissimo. Per cui volevo sdrammatizzare, volevo parlare di un gruppo di questa generazione che vive in un ospizio: sono soli, abbandonati, aspettando il momento della morte, facendo scorrere il tempo di routine senza più stimoli, dandogli una scossa elettrica, facendoli sentire di nuovo utili”.

“Nella post-produzione abbiamo lavorato con la musica, avendo attori non molto più giovani, ho tentato di toglierli 20 anni”, ha specificato Fulco.

Come sono arrivati gli attori nel film: “Sono entrato ricattandolo. Quest’uomo pazzoide, misogine, con le unghie sporche di grasso”

“Avevo paura di farlo recitare con una gallina. Voleva portarsela a casa”, lo interrompe il regista. “Ho recitato con tante galline, che questa… Volevo farlo io, mi sono preparato molto. Vengo da un contesto periferico, Torrevecchia, Prima Valle. Avevo una vecchia ‘500 e stavo sempre dallo sfascia carrozze, è stato sempre un appuntamento importante. Quando mi ha detto che ero uno sfascia carrozze, gli ho detto che volevo farlo. Sufficiente Mattioli, straordinaria la gallina”, scherza l’attore romano.

La parola passa poi a Giacomo Piperno, il “Romeo” dell’ospizio:

“Questo film è pieno di grazia, oltre a essere ironico, spiritoso e mi sono piaciuti gli attori: hanno dato il meglio di sé. Questo è il merito del regista, dello sceneggiatore che ha adattato la regia agli attori. Chi porta sul set un’esperienza lunga 50 anni, porta sul set qualcosa di suo”.

Al film Il Crimine non va in pensione è legata una iniziativa: gli over 70 soli e accompagnati da under 20 entreranno gratis al cinema. Anche Piperno saluta Gisella Sofio.

“Una persona incredibile, sono stato felice di averla conosciuta”, ha detto commosso Fulco.

“Ci siamo incontrati attraverso l’agenzia”, ha ricordato Bosi. “Non ero andato in agenzia per trovarla, invece Maria Grazia ha insistito. Appena si è seduta, abbiamo parlato di tutt’altro e con Fabrizio abbiamo capito che era lei”.

“Il film, la storia va in sottofondo. Tutto parte da lei, è bella quest’unione che unisce questi vecchi. Lei come personaggio mi è piaciuta molto. Lei è così si arriva a una certa età. Soprattutto dal punto di vista della famiglia, dal mio punto di vista: non ho abdicato niente. Ho la testa piena di progetti e spero di andarmene con la testa piena di progetti. Il mio personaggio è molto vero, semplice, ma non stupido, molto carino. La guida è importante, la storia è molto carina, mi ricorda La banda degli onesti, ma noi attori ci abbiamo messo del nostro”, ha parlato del suo personaggio Silvana Bosi.

La parola passa al “generale” Orso Maria Guerrini:

“Spero di avere le stesse impressioni di Piperno. Sul ruolo che devo dire, io sono stato riformato, non l’ho fatto il Militare, pur venendo da una famiglia di militare”.

“Noi tre non abbiamo visto il cinema e pagheremo il biglietto. Io sono il più giovane, gallina vecchia fa buon brodo. Ormai l’ho detto e pagherò”, scherza Mattioli.

Guardando Il Crimine non va in pensione si riconoscono subito i riferimenti cinematografici di Fabio Fulco: I Soliti Ignoti, Quentin Tarantino e Totò.

“Mi sono formato con i film di Totò, sono stati voluti e palesi. Come la scena del terrazzo con Orso. Poi quando Franco Nero mi ha detto di sì ci sono stati dei riferimenti a Quentin Tarantino a Django, perché avendolo mi sembravano omaggi voluti. Tutte le citazioni da La Banda degli Onesti a I Soliti Ignoti, non li ho nascoste. Quando ho visto il terrazzo nel centro per gli anziani, ho immaginato quelle scene. I film di Totò li so a memoria, i miei riferimenti sono quelli: Totò, Monicelli, i film italiani del dopoguerra”.

Il Crimine non va in pensione è prodotto dalla Stemo Production di Claudio Bucci e dalla Event Horizon Srl di Rosa Chiara Scaglione.

“La persona che mi ha convinto a fare il regista è Claudio Bucci”, ha raccontato Fulco. “Il film vuole ricordare la vecchia commedia italiana, quella che faceva ridere e pensare, il film ha affrontato temi importanti: anziani abbandonati, anziani e la lotta al gioco illegale e non. Silvana che perde nel gioco illegale gli ultimi soldi, ma sempre con la tenerezza che doveva essere il motivo del film”, ha spiegato Bucci.

“Abbiamo deciso di fare campagna senza fare affissioni, ma dare la possibilità di entrare gratis agli over 70 e agli under 20. Vogliamo fare questa campagna: non lasciamo il cinema d’estate, non abbandoniamo gli anziani. Usciamo il 15 giugno, una data infelice, ma andiamo in sala con una commedia tenera e speriamo che il pubblico ci premierà”, ha spiegato Bucci.

“Amo questo lavoro, il cinema è un gioco fatto da tanti talenti, tutto si forma e restano questi omaggi per il pubblico. Forse riusciremo ad arrivare a 100 sale, il lavoro non si ferma con il compimento dell’opera. Insieme a Stemo ed Event Horizon siamo in una distribuzione indipendente. Sapete come funziona il mercato, noi stiamo facendo una scommessa estiva pensando di rimanere più a lungo in sala, forse c’è meno pressione di dover essere tolti, l’indipendente ha un valore diverso”, ha spiegato Scaglione.

“Un’altra cosa che abbiamo fatto è l’audiodescrizione per i non vedenti, siamo fra i primi a lanciarlo. Andare in sala con un apparecchio collegato con Bluetooth o app, per ascoltare il film il cinema. Stiamo offrendo una ‘visione’ ai non vedenti. È una comunicazione alternativa, il cinema si fa al cinema con arene e che mandino il film alle radio. Il film rievoca i vecchi racconti”.

Il Crimine non va in pensione è scritto da Fabrizio Quadroli, l’idea del film gli è venuta guardando un gruppo di persone al centro anziani della Garbatella:

“L’idea mi è arrivata quando mi hanno rubato la moto, sono sceso a Garbatella e ho sentito una musica, e ho visto tutti questi anziani che ballavano. Vagabondavo per Roma e mi ha visto un signore, Cesare un elettricista, e ho scoperto tante realtà e ho visto che ognuno di loro aveva una storia triste da raccontare. Ho scoperto una cosa, il pericolo non è essere vecchi, è sentirsi. Molti mi dicevano: mi sento in gabbia, voglio uscire da questo corpo. Da lì è nato tutto”.

Il delicato Il Crimine non va in pensione vi aspetta al cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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