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Cattivissimo Me 3, le voci italiane presentano il cartone animato

Cattivissimo Me 3, le voci italiane presentano il film. Max Giusti, Arisa e Paolo Ruffini parlano dell’ultimo capitolo della saga di Gru e dei Minions

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di Chiara Laganà | 2017-08-23 23/08/2017 ore 14:00

Le voci italiane alla conferenza stampa del film © Danilo Marocchi

Cattivissimo Me 3 vi aspetta al cinema da domani 24 agosto. Molti fortunati l’hanno già visto in alcune anteprime estive, altri lo faranno domani, intanto vi presentiamo l’ultimo titolo di Illumination grazie alle voci dei tre doppiatori italiani: Max Giusti (Gru e il fratello gemello Dru), Arisa (Lucy) e il cattivissimo rimasto fermo agli anni ’80, Balthazar Bratt (Paolo Ruffini).

Cattivissimo Me 3 è diretto da Pierre Coffin e Kyle Balda, il secondo ha diretto già I Minions, il primo è un grande nome dell’animazione francese. Illumination è al suo ottavo film, fra i titoli Sing e Pets – Vita degli Animali.

Cattivissimo Me 3 è un omaggio agli anni ’80 grazie al perfido Balthazar Bratt, un cattivo che usa come armi gli acuti della sua chitarra midi e usa come arma i palloni gonfiati con il chewing gum:

“Stamattina mi sono svegliata con i T.X.T e Girl’s Got A Brand New Toy”, racconta Max Giusti mentre canta il brano del gruppo tedesco, “Ho proseguito con altri brani, sai quella è l’età dell’imprinting, dei sogni, della positività. La cosa bella di Illumination è che sette anni fa iniziava con Cattivissimo Me adesso è diventato a una vera realtà. Ci ha portato dal mondo costruito dalla fiabe a cartoon che sono film dove il papà non si addormenta”.

“Il mio rapporto con gli anni ’80? Sono per me la mia coperta di Linus che ogni mattina riapro per trovare la forza”, spiega il comico e attore romano.

Paolo Ruffini negli anni ’80 c’è nato e “sono rimasto lì. Amo tutto degli anni ’80, ho fatto un musical, ho scritto una cosa su quegli anni, Telefonami quando arrivi. Erano gli anni dei film che iniziavamo alle 20:30. Sono gli anni del cubo di Rubik, di Holly e Benji, delle VHS, ne ho 16mila, di Bim Bum Bam, dei colori, del walkman, prendevi una cosa e serviva solo a questo. Interpreto Bratt, un ex divo delle sitcom anni ’80 caduto nel dimenticatoio, più che un cattivo è un infelice. Io c’ho tatuato Gary Coleman che è Arnold, che è quello. L’ho tatuato per me il telefilm Il mio amico Arnold era il mio preferito. Io tornavo da scuola e stavo con il mio amico Arnold. Il destino avverso che ha avuto Gary Coleman è un po’ simile a quello di Cattivissimo Me, gli anni ’80 sembrano lontanissimi… ma sono fondamentali per chi fa sto lavoro. Ma se pensi a tutto quello che esce adesso, sono tutti figli degli anni ’80. Sono gli ultimi anni, dove il mito e l’epica della pop culture ha resistito e rimane nel bagaglio culturale”, ha spiegato.

Anche per Arisa gli anni ’80 sono stati fondamentali: “Sono nata nel ’82, ho vissuto a pieno gli anni ’90. Ho vissuto bene gli anni ’80, mi piaceva lo stereoregistratore dove registravi anche la radio, mi piacevano i colori e la spontaneità. Era anche interessante il livello di serenità che si viveva in famiglia in quegli anni, si stava e si era felici. Mi piacerebbe avere una sorella gemella e se avessi dei figli, vorrei avere dei gemelli perché così stanno lontani dalle paturnie dei genitori”.

Per la sua voce Steve Carrel, che doppia in originale Gru, si è ispirato a un personaggio degli anni ’80 Ricardo Montalbán, il messicano di Fantasilandia, incrociandolo con Bela Lugosi.

“Io mi sono ispirato a Maurizio Seimandi”, scherza Paolo Ruffini. Mentre Max Giusti che doppia Gru e Dru aggiunge: “Per Gru no, quando arrivò abbiamo ascoltato ed era improponibile farlo in Italia e aveva una voce con accento dell’immigrato dell’Est, da noi non si poteva fare. Siamo passati dai film scurreggioni, ma adesso siamo diventati bacchettoni. Immaginate ispirarsi a questo. Gru è nato in sala, facendo il cattivo e il buono, la voce si sdoppia. Dru è arrivato da quella originale, aveva una voce diversa, era più cartoon, ma ci si è ispirato a quello che stava bene”.

“Ho trovato che gli attori originali fossero così perfetti, ho avuto una folgorazione per Lucy al primo ascolto che ho provato di avere un’interpretazione fedele all’originale. Mi sono ispirata a Kristen Wiig che la doppia in originale”, precisa Arisa.

Com’è cambiato Gru dal primo Cattivissimo Me:

“Mi è carissimo questo personaggio, non amo i cartoni, ma Illumination ha portato un modo di vedere i cartoni non banali. Non è mai stucchevole quello che propongono loro, è quasi una scusa di andare al cinema e vedere un cartone. Immaginare un cattivo che ti uccide con le Big Babol… è fantastico. Gru si è evoluto, abbiamo anche cambiato il direttore del doppiaggio, da Fiamma Izzo a Marco Guadagno, siamo partiti in sordina, ma oggi è diventato enorme. Gru si è un po’ evoluto come me: il primo film stavo diventato famoso e papà. Il mondo dei bambini ti aiuta, ti pulisce e spesso non esistono, nel nostro mestiere, ambienti così. È una grossa possibilità umana”, ha spiegato Giusti.

Portare sullo schermo Balthazar non è stato semplice, come racconta Paolo Ruffini:

“Dovrei stare zitto perché Max Giusti, e Arisa si sente che padroneggia la voce, ma l’interpretazione di Giusti è portentosa. Lui si sia sgolato abbondantemente e come attore ha dato tanto. Io, interpretando un pazzo che urla continuamente sono rimasto afono 5-6 mesi…scherzo. Era molto impegnativo, ti senti responsabile, doppi dei sogni dei bambini. Quando nel mondo del doppiaggio hai a che fare con attori così perfetti, sono veramente bravi. L’aderenza che questi cartoni hanno nei confronti della realtà ti mettono nelle condizioni di essere veramente responsabile di quello che fai. Doppiare un personaggio che rispetto a tutti i cattivi ha qualcosa in più, è frustrato. Penso che uno dei temi del film sia la felicità, se non la raggiungi hai due soluzioni: o diventi resiliente e trasformi quell’insuccesso in vantaggio, come Agnes nel film che cerca il suo unicorno. Oppure ti arrabbi, come molto persone che incontrate anche voi a cui rode il fegato, sono infelici. Sarebbe bello far vedere i cartoni animati a quelli dell’Isis, ci si prende troppo sul serio. A me mi manca anche negli anni ’80 la libertà, le ragazze coccodè sarebbero sterminate dagli insulti su Twitter, Asfidanken a Drive In sarebbe distrutto dagli animalisti, pensa Benigni e gli tocca il pacco. Oggi è inammissibile, per molto bene ci sono persone che hanno problemi per molto meno, questo film combina la nostalgia con il senso della libertà. È un film politico, ti racconta il raggiungimento dei tuoi sogni… Parla anche di te… ma ancora non lo sai ancora”.

Cattivissimo 3 è un film attuale: “È una catarsi ellenica, l’idea di farlo quando si parla di hating, di odio sui social, è catartico. Vai a vedere un film in cui se si parla di dance, a chi balla meglio. La guerra io la combatto con la chitarra di Sandy Marton, è un’idea talmente urgente che credo che questo sia un film con valore importante. La scenografia è chirurgica”, continua Ruffini.

“Pensa a un duello break dance anni ’80 fra Trump e gli si leva il parrucchino”, scherza Giusti. “Anche Berlusconi e Renzi, la guerra dance dovrebbero farla i nostri politici in tempo elettorale”.

Max Giusti ha doppiato sia Gru che Dru, come ha fatto?

“Prima ho ritrovato Gru ed è stato facile, d’estate solitamente mi atteggio con gli amichetti dei miei figli, se lo rivedono e arrivano e anticipo la battuta. Abbiamo scelto prima Gru e poi ho fatto Dru, dovevo respirare con il diaframma, dovevo essere diverso in tutte le scene, poi le due voci dovevano tornare a similitudini. È stato un dramma, io la mattina non volevo andarci. Ho fatto 20 giorni di doppiaggio, solitamente non ci fanno. Quando mi è arrivato, ho pensato: Che figo! Poi ho visto che il risultato è stato premiato. Sembrano due attori diversi, ma poi si vede che sono lo stesso”.

Che cosa hanno dato Lucy, Balthazar e Gru/Dru ai rispettivi doppiatori?

“A me Lucy Wilde è un grandissimo esempio, è una donna combattuta fra gli affetti e la carriera, lo sono tutte alla mia età anche chi fa un lavoro visibile. Lei riesce ad arginare gli ostacoli. Lei riesce a essere super ammirabile e super presente, Lucy mi fa riflettere per un po’, ma poi torno io. Vocalmente il doppiaggio mi ha aiutato a scoprire dei colori della mia voce che non conoscevo, è stato critico la prima volta perché ho perso la voce, poi ho capito come metterla in maschera per fare i cambiamenti vocali che facile”.

“Anch’io avevo quei baffetti a 13 orrendi, che sei innamorato è un casino. Nessuno ti bacia con quelle setoline, vorrei fare i palloni con le Big Babol come lui, non gli invidio la piazzolona che ha in testa. Mi garba come si veste, le spalline son belle. È un personaggio folle, estremo, pazzo, è un cattivo che da una parte lo capisco. Lui è rimasto scottato da Hollywood e vuole distruggerla, alla Rai vogliamo bene. A me mi ha fatto capire che delle volte nella vita quando va come non te l’aspetti, puoi risolvere ugualmente. Sapere che Trey Parker è la mia controaltare mi ha reso molto felice: loro hanno fatto Southpark, ma anche un film meraviglioso come Cannibal, The Music. Sono autori molto fighi e scorretti, sono lusingato”.

Per Max Giusti è diverso:

“Sono diventato figo agli occhi del pubblico più importante, i bambini e ‘i miei bambini’. Per una volta ho indossato i panni del vincente che è come me: è in sovrappeso, ha le gambe secche, sbaglia mentre fa le cose e poi alla fine le fa. Stavolta ho vinto, io sono un comico, i comici non vincono mai. Questa cosa è stata un’opportunità enorme, essere figo in famiglia è stata la cosa più figa che ho fatto. Una volta ho fatto uno spettacolo al Centrale del Tennis, c’erano 6mila persone, sono tornato a casa: Mia moglie mi ha lasciato un biglietto sul microonde, se vuoi la pasta scaldatela. Ho capito che essere fighi in famiglia è la cosa più importante”.

La famiglia di Gru e Lucy non è tradizionale, la felicità non per forza è riposta nel legame di sangue:

“Penso che in realtà dovremmo esercitarci ad acuire i ricettori nel nostro cuore piuttosto che pensare alle cose, a come bene che vadano. Senza chiedersi che legame abbiamo con loro, bisogna volersi bene… così nascono le famiglie innamorate”.

“Non ci sono regole in una famiglia, i miei figli hanno avuto una zia che non era loro zia fino a un anno fa. Nei miei Natali, ogni persona di estrazione diversa, sono le persone che incontri nella tua vita, io vorrei che fosse Natale due volte al mese perché fermarci e festeggiare con chi ami… è molto figo. Il cartone è bellissimo, vai al cinema con i tuoi figli è già bellissimo. La famiglia è fatta di 4, 10, 20 persone… io sono nato in via del Trullo, 90, nel mio pianerottolo c’erano calabresi, pugliesi, napoletani, sardi… nessun romano, sembrava un ristorante fusion quando bussavi alle loro porte. Bisogna aprire le porte, famoce gruppo noi… Famoce non è proprio come acuito, ma dà l’idea”.

Cattivissimo Me 3 può contare sul solito esercito dei Minions: “Se li avessi a casa, gli farei tagliare il giardino”. Mentre Ruffini “gli farei condurre I Fatti Vostri, perché il vero Minion è Magalli”, scherzano i due attori.

Cattivissimo Me 3 vi aspetta domani al cinema.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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