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Venezia 74, Downsizing inaugura il primo giorno di Festival

Alexander Payne al Lido insieme a Matt Damon e Kristen Wiig. Orizzonti aperto da Nico, 1988. La giuria si presenta

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di Chiara Laganà | 2017-08-31 30/08/2017 ore 21:55
(ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2017 alle ore 16:37)

Il photocall di Downsizing © ASAC

Si è aperta la 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia: Downsizing aprirà questa sera il Festival. Ad attendere le star del film diretto da Alexander Payne c’è già un nutrito gruppo di fan. Presenti a Venezia, Matt Damon, Kristen Wiig.

Domani arriveranno altre star, ma intanto il primo riepilogo della prima giornata di Venezia 74. Ad aprire le conferenze stampa del giorno quella delle giurie della Mostra del Cinema: Concorso, presieduta da Annette Bening, Orizzonti, Gianni Amelio, Virtual Reality, John Landis e Benoît Jacquot che assegnerà il Premio Venezia Opera Prima De Laurentiis.

La Giuria si presenta

La presidente di Giuria, Annette Bening, ha risposto alla scarsa presenza di registe: “So che è difficile produrre e fare film per alcune donne. Molte persone hanno più difficoltà a emergere, c’è del sessismo, non è dubbio, ma le cose stanno cambiando. Sono stata alla Biennale, c’era una delle opere definita come disegno femminista, è qualcosa che ha senso, ma nessun disegno realizzato da un uomo sarebbe stato etichettato così. Stiamo andando verso quella direzione”.

Paolo Barbera, invece, ha chiarito che non c’è nessun caso Netflix. La piattaforma online ha ben due titoli, due serie TV, nella sezione Fuori Concorso: Woodschock e Suburra. Il direttore della Mostra la piattaforma online crede che non ci sia nulla da temere: il caso Cannes è stato legato solo a una normativa che regola la distribuzione nelle sale francesi. Barbera ha affermato: “Non vedo perché devo discriminare un titolo perché non esce nelle sale nazionali”.

Nico, 1988

È un film italiano ad aprire la sezione Orizzonti, a dirigerlo Susanna Nicchiarelli. La regista ha portato sul grande schermo gli ultimi anni di Nico, nome d’arte di Christa Päffgen, voce dei Velvet Underground, in un disco che cambiò per sempre la storia della musica, e musa di Andy Wahrol. Il film la segue negli ultimi anni di vita, per interpretarla l’attrice e cantante danese Trine Dyrholm.

L’Orso d’Argento dell’ultimo Festival di Berlino, Trine Dyrholm, interpreta la cantante senza volerla imitare: “Ho scelto di trovare una versione delle sue canzoni, senza imitarla. Ho dovuto trovare una voce, i suoi lunghi capelli biondi. Ho visto che in un’intervista ha detto: Mi dispiace di essere nata donna. È un personaggio che ha difficoltà. Non si adatta bene al modo di lavorare di Susanna. Ci siamo incontrate a Copenhagen e ci siamo trovate subito”.

La musica gioca un ruolo fondamentale nel film, come ha sottolineato uno dei due produttori Marta Donzelli: “È lo specchio del racconto, ci introduce in un mondo underground”.

Downsizing

Il film di apertura è Downsizing, Alexander Payne dirige in questo dramedy Matt Damon, Kristen Wiig e la sorpresa Hong Chau. Il film racconta a metà fra la fantascienza e la commedia la grande scoperta di un laboratorio norvegese: la possibilità di essere rimpiccioliti e diventare così più sostenibili.

“Jim può confermarlo. Abbiamo pensato alla storia, seppure fantascientifica, che riprende comunque le nostre collaborazioni precedenti. Ha lo senso dell’umorismo, è la stessa cifra stilistica”, afferma il regista e gli fa eco Taylor produttore e sceneggiatore.

Matt Damon è il personaggio principale di Downsizing: “La prima domanda riguarda la lealtà, a essere sinceri, ogni attore del mondo vorrebbe lavorare con Alexander Payne, ho trovato la sceneggiatura bella, meravigliosa, originale e unica. Il mio ruolo, visto in una cornice maggiore, è tenero, ma penso che alla fine, c’è un senso dello stare insieme, penso che ci sia un messaggio molto ottimista legato al film”.

Anche Kristen Wiig è dello stesso avviso: “Sapendo che Alexander Payne dirigeva, la gente parla di questo film e dell’effetto che ha sul mondo reale”. Hong Chau, sorpresa del film, preferisce essere meno seriosa: “Tutti hanno parlato di argomenti seri, ma io voglio parlare del mio personaggio. Solitamente sarebbe stato sempre in secondo piano, ma non in questo film è uno dei protagonisti. È stato fantastico interpretarlo”.

Per Matt Damon ogni cosa nella sceneggiatura era “profondamente meticolosa. Il nostro lavoro diventa molto più facile, quando dietro la telecamera c’è un regista come Alexander”. Secondo un giornalista straniero, l’americano Matt Damon diventa grande grazie a due europei, uno è uno sfavillante Christoph Waltz, e un’immigrata vietnamita. La lettura fa sorridere Damon e piace al produttore.

Secondo qualche critica, Downsizing è una versione solo offuscata dell’ottimismo, e una giornalista chiede come si colloca questo film che parla di global warming, di solidarietà, di immigrati nell’America di Trump:

“È difficile prevedere l’accoglienza. I film sono per tutti, chissà! Quello che direi che non c’è nessun riferimento politico nel film, ci sono vari argomenti, ma non è un film politico. Sono più interessato all’umanesimo che alle reazione politiche”.

Payne ha consultato alcuni fisici per sapere alcune informazioni in più sulla vita di esseri umani così piccoli, ma ha poi finito per privilegiare i sentimenti: “Alla fine è una storia d’amore, volevo che fosse autentica, ma non volevo perderne il senso”.

Matt Damon ha smentito che alla fine il suo protagonista sia spaventato da una prova fisica, scherzando con la stampa. Le due attrici, invece, non hanno alcuna intenzione di vivere “in un mondo rimpicciolito”: “Sono alta 152 cm, semmai vorrei essere più alta!”.
Anche Kristen Wiig è dello stesso avviso: “Vorrei essere più alta a essere sincera”.

Al film ha anche preso parte una piccola donna italiana: Stefania Cella, la producer design. “Stefania è una piccola donna italiana con una testa enorme e piena di capelli. Ha lavorato con Paolo Sorrentino, è al momento impegnata sul set del suo film su Berlusconi, ha creato lei il mondo di Downsizing e ha sottolineato che la scena dell’ospedale dovesse sembrare a un microonde”.

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A proposito dell'autore

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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